Forza Italia Assisi attacca l’Amministrazione comunale sulla gestione della TARI 2026, denunciando che molti cittadini di Assisi hanno ricevuto gli avvisi di pagamento proprio il 30 giugno, giorno di scadenza della prima rata. “Consegnare una cartella il giorno stesso in cui deve essere pagata è un disservizio inaccettabile e contrario ai più elementari principi di trasparenza amministrativa”, afferma il consigliere Francesco Fasulo, sottolineando come i contribuenti non abbiano avuto il tempo necessario per verificare gli importi o organizzare il pagamento.
Il consigliere richiama lo Statuto del contribuente, che impone alle amministrazioni di garantire l’effettiva conoscenza degli atti destinati ai cittadini, sostenendo che la consegna contestuale alla scadenza comprometta questo diritto. Il consigliere collega inoltre l’episodio al dibattito sulle tariffe TARI 2026. Da giorni chiede al sindaco Valter Stoppini di chiarire se il sistema di riscossione in acconto, con successivo conguaglio, preluda a un aumento della tassa sui rifiuti. “I cittadini hanno il diritto di sapere prima di pagare se sono previsti aumenti. Finora dall’Amministrazione non è arrivata alcuna risposta”, sostiene. Per il consigliere il ritardo nella spedizione degli avvisi sarebbe il segnale di una gestione organizzativa inefficiente: “Si conoscevano da mesi le scadenze relative al Piano economico finanziario e alle tariffe. Arrivare al 30 giugno con gli avvisi appena recapitati rappresenta un fallimento amministrativo di cui qualcuno dovrà assumersi la responsabilità”.
Fasulo annuncia infine la presentazione di un’interrogazione urgente per chiedere chi abbia disposto l’invio degli avvisi a ridosso della scadenza, quali siano le intenzioni dell’Amministrazione sulle tariffe definitive della TARI 2026 e quali misure intenda adottare per evitare che i contribuenti destinatari degli avvisi il giorno della scadenza subiscano sanzioni o interessi per eventuali ritardi nei pagamenti. Il consigliere ricorda infine di aver già depositato una mozione per l’adesione del Comune alla cosiddetta “rottamazione degli enti territoriali“, con l’obiettivo di agevolare cittadini e imprese nella regolarizzazione dei debiti tributari.
In precedenza Fasulo aveva attaccato Regione e Comune sempre sul tema delle tasse: “Prima Proietti in Regione, ora Stoppini ad Assisi: stesso copione, sempre aumenti di tasse e servizi sempre più scadenti. Mentre il Sindaco e la Giunta preparano il conguaglio TARI 2026, io porto in Consiglio una misura concreta per famiglie e imprese: la rottamazione dei debiti fino a 54 rate, con stralcio di sanzioni e interessi”. Il consigliere di Forza Italia chiede chiarezza e solleva un interrogativo: il conguaglio servirà solo ad adeguare i conteggi oppure nasconde un aumento della TARI? «I cittadini hanno il diritto di sapere se la maggioranza intenda approvare nuove tariffe entro fine luglio, facendo arrivare gli aumenti con il saldo autunnale. Chiedo al Sindaco Stoppini la massima trasparenza e una discussione pubblica in Consiglio comunale prima di qualsiasi decisione”. (Continua dopo la foto)

Sempre Fasulo ha infine ha presentato un’istanza urgente al Sindaco, agli uffici comunali competenti e alla Polizia Locale per chiedere interventi immediati nella zona Ivancich e lungo Viale Giovanni XXIII, dopo le segnalazioni dei residenti e un sopralluogo. Secondo il consigliere, l’area versa in condizioni di forte degrado, con criticità che riguardano sicurezza, manutenzione e decoro. In particolare, denuncia l’assenza di interventi strutturali sul fronte franoso, nonostante il dissesto sia noto e monitorato da anni; il deterioramento di muri di contenimento, cordoli e recinzioni, ritenuti potenzialmente pericolosi; l’ostruzione delle caditoie, che compromette il corretto deflusso delle acque e potrebbe aggravare il rischio idrogeologico; infine, la scarsa illuminazione e l’elevata velocità dei veicoli su Viale Giovanni XXIII, considerate un rischio per pedoni e residenti. “I cittadini di quell’area pagano regolarmente le tasse comunali – sostiene Fasulo –. Pagano l’IMU, la TARI, i tributi locali, tutto. E in cambio cosa ricevono? Erbacce, buio, pericoli e la sensazione umiliante di vivere in un posto che per il Comune non esiste. È indecente. La zona Ivancic e Viale Giovanni XXIII non sono il retro dimenticabile di Assisi: sono la porta della città. Meritano rispetto. E da questa Amministrazione, rispetto, non ne hanno ricevuto nemmeno un grammo”.
Nell’istanza Fasulo chiede cinque interventi prioritari: un piano straordinario per il consolidamento del versante, la manutenzione di muri e recinzioni, la pulizia delle caditoie, il taglio della vegetazione infestante e il ripristino dell’illuminazione con l’installazione di dissuasori di velocità. Il consigliere ha inoltre richiesto una risposta scritta entro 30 giorni con un cronoprogramma dettagliato degli interventi, annunciando che, in assenza di riscontri, coinvolgerà Regione Umbria, Protezione Civile e, se necessario, le autorità competenti. “I cittadini – conclude – meritano sicurezza, decoro e risposte concrete”. (Continua dopo la foto)

Infine, il consigliere annuncia di aver depositato un’istanza di accesso agli atti sul cosiddetto “Ridotto” del Teatro Metastasio, definendo l’inaugurazione del 28 maggio “l’ennesima operazione di propaganda” dell’Amministrazione comunale. “È stato presentato come un grande traguardo – afferma Fasulo – ma si tratta di uno spazio di pochi metri quadrati con un divano all’ingresso, incapace di rappresentare il ritorno del teatro alla città. Il vero Teatro Metastasio, con la Sala Grande da circa 300 posti, resta invece chiuso da dieci anni”. Secondo il consigliere, per completare l’intervento servono ancora circa 3,5 milioni di euro, mentre gli stanziamenti attualmente previsti non coprirebbero l’intero fabbisogno e non esisterebbe una data certa per la riapertura. “Si inaugura uno spazio simbolico per distogliere l’attenzione dal ritardo complessivo dei lavori”, sostiene.
Il consigliere estende poi le critiche ad altre opere cittadine, citando la struttura polivalente dello stadio Migaghelli, «ferma dopo gli annunci della campagna elettorale», e la risalita meccanizzata di Porta Nuova, definita l’emblema di un «indecisionismo che paralizza la città», con conseguenti disagi per turisti, anziani e famiglie. “Il mio compito è controllare e raccontare ciò che i cittadini vedono ogni giorno, non applaudire le operazioni di facciata”, dice Fasulo che, con l’accesso agli atti, presentato ai sensi dell’art. 43 del TUEL, il consigliere chiede la relazione tecnica aggiornata sullo stato dei lavori, il cronoprogramma, il quadro economico-finanziario, i certificati di agibilità del Ridotto inaugurato e gli atti relativi alla gestione dello spazio. «Non bastano i comunicati – conclude la nota – servono fatti, trasparenza e tempi certi. Assisi aspetta ancora il suo teatro».
© Riproduzione riservata













