Atterrato allo stadio Migaghelli alle ore 8.30, Papa Leone comincia la sua visita ad Assisi accolto dalle autorità civili allo stadio di Santa Maria degli Angeli, nella cui basilica, da ieri, sono già state sistemate le transenne per accogliere i fedeli che vorranno accogliere il Papa, in città per concludere la 81ª Assemblea generale della Cei. Prima dell’incontro con i vescovi italiani, oltre 270 quelli presenti nella cittadina umbra da lunedì 17, il Pontefice è arrivato sulla tomba di San Francesco nella Basilica Inferiore di Assisi, per una breve preghiera e l’incontro con la comunità conventuale prima e con quella dei minori poi.
“È una benedizione poter venire qui oggi in questo luogo sacro. Ci avviciniamo, come sapete molto bene agli ottocento anni della morte di San Francesco, quindi un momento già da oggi di prepararci per tutto ciò che significa ricordare e celebrare questo grande, umile, povero santo che offre tanto alla chiesa e che ancora oggi, anche attraverso la vita vostra la testimonianza vostra, la Chiesa e il mondo aspetta cerca segni di speranza che lo siamo tutti il Signore sia con voi”, le parole di Leone XIV e la successiva benedizione diffusa dagli altoparlanti pochi minuti dopo l’arrivo alle 8.30. Ai frati minori, secondo fra Luca Di Pasquale, ha confermato l’intenzione di tornare nel 2026: “Ha detto che tornerà a trovarci ad Assisi, nel 2026, per l’ottavo centenario della morte di san Francesco. Il Papa ci ha confidato che non era la prima volta che veniva ad Assisi, e che veniva qui per trovare pace. Ha detto che era contento di tornare qui vestito di bianco”, ha riferito. [Continua dopo il video – link diretto]
La Sala Stampa vaticana ieri aveva confermato che il Papa sarebbe arrivato anche nel cuore di Assisi per una preghiera privata davanti alla tomba di Francesco nella Basilica Inferiore. Una visita lampo e blindata di prima mattina, con il Pontefice accolto da qualche gruppo fedeli in piazza nonostante la pioggia e dai manifesti di benvenuto affissi per le strade del centro storico di Assisi. Sentiamo le parole del custode, fra Marco Moroni. [Continua dopo il video – link diretto]
In vista del grande anniversario della morte di san Francesco, che la Chiesa si prepara a celebrare nel 2026, il Pontefice ha voluto ricordare come la testimonianza del Santo di Assisi, uomo di fraternità, pace e speranza, sia più che mai attuale e necessaria per il nostro mondo. Papa Leone XIV ha esortato i frati, custodi della memoria di Francesco, a continuare a essere segni viventi di questi valori, portando nel mondo un messaggio di riconciliazione e speranza. Fra Giulio Cesareo, direttore dell’Ufficio comunicazione del Sacro Convento, subito dopo la partenza del Santo Padre, ha condiviso la gioia della comunità per questo incontro proprio dalla Tomba del Santo: “Abbiamo sperimentato una gioia immensa nell’accogliere il Santo Padre qui nella cripta. Dopo aver pregato in silenzio dinanzi alla tomba di Francesco, ci ha rivolto una parola di grande conforto, ricordandoci che ci stiamo preparando al grande anniversario della morte di Francesco. Ci ha esortato a continuare a essere, attraverso la nostra vita, quei segni di speranza, pace e fraternità di cui il mondo ha tanto bisogno. Siamo profondamente grati a papa Leone per questo invito a proseguire con fede e serietà la nostra missione, camminando insieme verso il centenario francescano”. La visita del Pontefice – per i francescani – rappresenta un forte incoraggiamento per l’intera famiglia francescana e per tutti i fedeli a riscoprire la figura di san Francesco come guida per costruire ponti di dialogo e per seminare pace in un’umanità bisognosa di luce. [Continua dopo il video – link diretto]
“Questa mattina – le parole del sindaco Valter Stoppini- ho avuto l’onore e la gioia di accogliere Sua Santità Papa Leone XIV alla Porziuncola, insieme alla Presidente della Regione Umbria Stefania Proietti e al Prefetto di Perugia Francesco Zito. Come segno tangibile di pace e della nostra tradizione artigiana, gli ho donato due Colombe della Pace in terracotta, un’opera meravigliosa del maestro Giuseppe Marini. Un altro dono speciale è stato la piccola croce che ho ricevuto dal Sindaco di Betlemme, Maher Nicola Canawati, realizzata con legno di ulivo proveniente dalla città natia di Gesù. Un simbolo di fratellanza e di unione tra le nostre comunità, che ho voluto affidare al Santo Padre. È stato un momento indimenticabile per la nostra città”.
“É stata – le parole della presidente della Regione Stefania Proietti su Facebook – un’emozione profondissima stringere la mano di Papa Leone XIV che, questa mattina, ci ha onorati della sua prima visita in Umbria. Nella sua tappa alla Basilica di Santa Maria degli Angeli, che ha seguito il momento di preghiera sulla tomba di San Francesco, nella Basilica inferiore di Assisi, a nome di tutti i cittadini umbri ho consegnato al Santo Padre il simbolo della Regione Umbria. L’ho ringraziato per la sua visita nella nostra terra, segno di un’attenzione che ci tocca il cuore. Insieme al sindaco di Assisi, Valter Stoppini e al Prefetto di Perugia, Francesco Zito, abbiamo chiesto al Santo Padre di tornare. Siamo certi che lo farà, i prossimi eventi dell’Ottocentenario francescano saranno un’occasione per averlo di nuovo tra noi. Auspichiamo, così come ha già fatto oggi recandosi anche a Montefalco, che il Pontefice non si fermi solo ad Assisi, ma visiti anche le tante città santuario che abbiamo in Umbria, così vicina a Roma che deve diventare la seconda patria di Papa Leone XIV”.
Nel successivo discorsi ai vescovi, Papa Leone XIV ha invitato a camminare sempre più verso “una Chiesa collegiale”, promuovendo “un umanesimo integrale”; oltre a rispettare “la norma dei 75 anni” per la conclusione del servizio nelle Diocesi, e a “suggerire proposte realistiche per le piccole diocesi che hanno poche risorse umane, per valutare se e come potrebbero continuare a offrire il loro servizio”, e a proseguire con l’ascolto e la cura delle vittime di abusi, non ha mancato di ricordare l’importanza di essere ad Assisi. “Ringrazio vivamente – l’apertura del suo discorso – il Cardinale Presidente per le parole di saluto che mi ha rivolto e per l’invito a essere con voi oggi per concludere l’81ª Assemblea Generale. E sono contento di questa mia prima sosta, seppur brevissima, ad Assisi, luogo altamente significativo per il messaggio di fede, fraternità e pace che trasmette, di cui il mondo ha urgente bisogno.
Qui San Francesco ricevette dal Signore la rivelazione di dover «vivere secondo la forma del santo Vangelo». Il Cristo, infatti, «che era ricco sopra ogni altra cosa, volle scegliere in questo mondo, insieme alla beatissima Vergine, sua madre, la povertà»”. E in conclusione il Papa ha ricordato come “in questo luogo San Francesco e i primi frati vissero appieno quello che, con linguaggio odierno, chiamiamo “stile sinodale”. Insieme, infatti, condivisero le diverse tappe del loro cammino; insieme si recarono dal Papa Innocenzo III; insieme, di anno in anno, perfezionarono e arricchirono il testo iniziale che era stato presentato al Pontefice, composto, dice Tommaso da Celano, «soprattutto di espressioni del Vangelo» (1Cel 32: FF 372), fino a trasformarlo in quella che oggi conosciamo come prima Regola. Questa scelta convinta di fraternità, che è il cuore del carisma francescano insieme alla minorità, fu ispirata da una fede intrepida e perseverante. Possa l’esempio di San Francesco dare anche a noi la forza per compiere scelte ispirate da una fede autentica e per essere, come Chiesa, segno e testimonianza del Regno di Dio nel mondo. Grazie!”. Dopo l’incontro con la Cei, Leone XIV è arrivato a Montefalco, città che ospita il monastero agostiniano di Santa Chiara da Montefalco: qui il Papa, che conosce la zona avendola visitata 10 volte da Priore generale delle agostiniane, renderà omaggio alle reliquie della santa e forse pranzerà insieme con le monache agostiniane.
“Oggi la nostra Regione – dice l’ex presidente della Regione Donatella Tesei, che risiede a Montefalco, città di cui è stata anche sindaco – ha vissuto un momento destinato a restare nella storia: Papa Leone XIV è venuto in Umbria per la sua prima visita pastorale fuori dal Lazio. Una scelta che conferma quanto questa terra continui a essere un punto di riferimento per tutta la Chiesa. Il Santo Padre ha iniziato il suo pellegrinaggio da Assisi, nel luogo simbolo della pace e della fraternità universale, e ha voluto poi fare visita al Monastero di Santa Chiara della Croce a Montefalco, per portare il suo saluto alle monache agostiniane, una comunità che per me è casa, radice, famiglia spirituale. Quando, due anni fa, incontrai a Norcia L’allora Cardinale Prevost, parlammo a lungo del valore della tradizione agostiniana. La sua presenza qui, nel cuore dell’Umbria più autentica, è un segno di speranza e di vicinanza. Un invito a custodire ciò che siamo: una terra che non smette mai di generare spiritualità, comunità, e valori profondi, che la nostra Santa Chiara della Croce continua a incarnare”.
Foto redazione Assisi News e Umbria Social; le foto all’interno della Basilica sono dei Frati Minori, le foto nella Tomba di San Francesco da Vatican Media
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