(Stefano Berti) C’è un limite che, nella politica come nella vita, non dovrebbe essere mai oltrepassato: quello della dignità delle persone. I volantini anonimi comparsi in questi giorni ad Assisi, firmati “Corsaro Nero”, quel limite lo hanno abbondantemente superato. Le insinuazioni sulla vita privata, i riferimenti a presunte relazioni sentimentali e il tentativo di trasformare il confronto politico in una raccolta di pettegolezzi rappresentano una pagina che non può essere liquidata con una semplice scrollata di spalle.
È una pagina meschina, vergognosa e profondamente incivile, che Assisi non merita. La critica politica, anche quando è durissima, deve avere un’altra natura e un’altra dignità. Può mettere sotto accusa un’amministrazione, contestare una decisione, denunciare una responsabilità, chiedere conto di un atto o di una scelta. Può essere aspra e pungente, ma deve rimanere ancorata ai fatti e all’interesse pubblico.
Quando invece si sceglie di insinuare, di alludere e di trascinare nel dibattito politico la sfera privata delle persone, si abbandona il terreno della politica e si entra in quello molto più basso del pettegolezzo. E non si può che condannare con fermezza un simile modo di fare, indipendentemente da chi ne sia l’autore e da quale parte politica provenga (questo non si capisce, ndr) e di quale parte politica si intenda colpire.
La vita privata delle persone non è un argomento politico e non deve diventarlo. E in un mondo in cui anche l’insulto social sembra dominare tristemente la scena, se ci sono critiche da muovere, lo si faccia sui fatti, sugli atti amministrativi, sulle scelte e sui risultati. È su questo terreno che deve misurarsi la politica.
Ed è proprio tornando alla politica che emerge una questione forse ancora più importante. Quando la politica assisana tornerà a occuparsi concretamente della città?
Sono ormai quasi due anni dall’insediamento dell’amministrazione e il dibattito pubblico sembra sempre più caratterizzato da una continua sequenza di comunicati, fotografie, post, repliche e controrepliche. La maggioranza racconta ciò che fa, l’opposizione risponde, la maggioranza replica e l’opposizione controreplica. Una sorta di interminabile botta e risposta nel quale, troppo spesso, la comunicazione sembra prendere il posto della politica.
Nel frattempo, però, Assisi continua ad avere problemi che non possono essere risolti attraverso i social network. Ci sono strade, manutenzioni, servizi, frazioni, sicurezza, turismo e tante altre questioni che richiedono attenzione, presenza e soprattutto risposte concrete.
Alla maggioranza spetta innanzitutto una responsabilità precisa: governare. Non soltanto comunicare ciò che viene fatto, ma dimostrare attraverso i risultati che i problemi vengono affrontati e, quando possibile, risolti.
E l’opposizione? Anche qui la domanda è inevitabile. Qual è oggi il suo vero peso nella vita politica della città? Perché fare opposizione non significa soltanto scrivere. Significa controllare, incalzare, proporre, stare sul territorio, ascoltare i cittadini e trasformare le loro segnalazioni in iniziativa politica.
Certo, c’è chi si occupa più direttamente delle segnalazioni sulla strada e delle problematiche che arrivano dal territorio, come il consigliere Fasulo. Ma, al di là di questo, il quadro complessivo sembra essere dominato soprattutto dalla comunicazione – tra l’altro non poi così sempre all’altezza: gli altri scrivono.
Scrivono comunicati, fanno dichiarazioni, replicano, controreplicano. E così la politica rischia di diventare una continua partita a ping-pong, dove ogni intervento genera una risposta e ogni risposta genera una nuova risposta.
Ma i cittadini, alla fine, non chiedono chi abbia scritto l’ultimo comunicato. Chiedono chi abbia affrontato un problema. Chi abbia trovato una soluzione. Chi abbia portato una questione all’attenzione delle istituzioni. Chi abbia ottenuto un risultato.
È questa la differenza tra comunicare la politica e fare politica. La domanda, dunque, vale per tutti. Quando la maggioranza inizierà davvero a governare oltre la comunicazione? E quando l’opposizione inizierà davvero a fare opposizione oltre i comunicati?
Perché Assisi non ha bisogno di una politica trasformata in una gara permanente di comunicazione. Non ha bisogno di gossip, insinuazioni e volantini anonimi. Ma non ha nemmeno bisogno di una politica che si consumi tra una fotografia, un selfie, una replica e un altro comunicato.
Ha bisogno di serietà. Ha bisogno di presenza. Ha bisogno di confronto. Ha bisogno di amministratori che governino e di un’opposizione che controlli, incalzi e proponga.
Il “Corsaro Nero” ha rappresentato, con quei volantini, una pagina bassissima e vergognosa del confronto politico assisano. Una pagina che va condannata senza esitazioni, perché la vita privata delle persone non può diventare strumento di battaglia politica e perché il dissenso, per essere credibile, deve avere il coraggio dei fatti e non quello dell’anonimato.
Ora sarebbe auspicabile che la politica tornasse a parlare di ciò che davvero interessa ai cittadini. Meno gossip, meno polemiche personali, meno passerelle. Più politica, più territorio e più risposte. Perché Assisi ha già dato abbastanza spazio al rumore. Servono fatti.
Intanto – fra gli altri messaggi di solidarietà via social – il Sindaco di Bettona Valerio Bazzoffia, esprime solidarietà e vicinanza ai colleghi amministratori del Comune di Assisi, vittime di vili attacchi volgari e diffamato che nulla hanno a che vedere con l’attività amministrativa. “Si può essere contro e non condividere l’azione politica ma volgarità ed attacchi personali, per di più infondati, non devono essere usati mai”.
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