C’è una cosa che, ogni tanto, vale la pena ricordare: un giornale non è un ufficio stampa della politica, né un comitato elettorale, né un luogo nel quale chi governa – o chi non governa – deve necessariamente sentirsi applaudito. Un giornale è uno spazio libero nel quale osservare ciò che accade, porre domande, esprimere opinioni e stimolare il dibattito pubblico.
È ciò che facciamo su Assisi News, mettendoci la penna, la firma e la faccia, attraverso i nostri editoriali. Anche il nostro ultimo intervento, pubblicato alcuni giorni fa, ha suscitato appezzamenti, e delle contestazioni, con la richiesta di indicare concretamente quali progetti mancherebbero alla città.
La domanda è legittima, ma parte da un equivoco: non spetta a un giornale sostituirsi a chi amministra. Non è compito di un direttore redigere un piano urbanistico, progettare la mobilità o decidere quali opere pubbliche realizzare. Queste sono responsabilità della politica, chiamata dai cittadini a governare. Il compito di un giornale è un altro: osservare, interrogare, criticare quando necessario e chiedere quale direzione stia prendendo una comunità.
Nessuno ha messo in discussione la capacità di Assisi di organizzare grandi eventi, una qualità che abbiamo riconosciuto e che la città continuerà a dimostrare anche in occasione dei prossimi appuntamenti internazionali. Ma una città non vive soltanto di eventi. Restano le famiglie, le attività economiche, i giovani, i problemi della mobilità, della residenzialità, del commercio, dei servizi, dello sport e della qualità della vita.
È su questi temi che occorre interrogarsi. Qual è la visione di Assisi per i prossimi anni? Quali sono le priorità? Quale idea di città si vuole costruire al di là dei grandi appuntamenti? Sono domande rivolte innanzitutto a chi governa, ma anche all’opposizione, che ha il compito di proporre alternative, idee e prospettive diverse. Una democrazia sana ha bisogno di confronto, non soltanto di maggioranze che amministrano e minoranze che contestano.
In questo contesto, prendiamo atto che anche il consigliere comunale Fasulo non ci invia più i propri comunicati e che i nostri messaggi sono rimasti senza risposta. Registriamo il fatto, senza attribuirgli motivazioni che non conosciamo. Ribadiamo, però, un principio: dare spazio alla politica non significa rinunciare alla propria autonomia editoriale. Pubblicare le posizioni altrui ed esprimere liberamente le proprie opinioni sono due facce del pluralismo.
Non spetta ad Assisi News presentare un progetto alternativo di governo. Spetta a un giornale chiedere a chi governa, e a chi aspira a farlo, quale progetto abbia per la città.
C’è poi una questione sulla quale è giusto essere chiari. Ci è stato chiesto chi finanzi la testata e quali interessi rappresenti. La risposta è semplice: Assisi News è una testata libera, con un editore indipendente, che vive del lavoro della propria redazione, della propria attività e della fiducia di chi sceglie di investire nella sua pubblicità. Non abbiamo padrini politici né qualcuno che ci detti la linea editoriale. Non abbiamo bisogno di chiedere il permesso a nessuno per esprimere un’opinione.
Possiamo sbagliare, naturalmente. Possiamo scrivere cose che non tutti condividono. È il prezzo, ma anche il valore, della libertà di espressione. Una cosa, però, è contestare ciò che scriviamo; un’altra è insinuare che dietro le nostre opinioni debbano necessariamente esserci interessi nascosti. Le critiche sono legittime e benvenute. Le illazioni sono un’altra cosa. Nessuno è obbligato a leggere un giornale, a condividerne gli editoriali o ad apprezzarne la linea. Ma una testata libera ha il diritto di esprimere le proprie idee, anche quando sono scomode.
Noi continueremo a farlo senza chiedere il permesso alla politica, alla maggioranza o all’opposizione, a nessuno. Perché il ruolo di un giornale non è dire ai cittadini che cosa devono pensare, ma porre questioni sulle quali valga la pena riflettere.
E se un editoriale, un video, una foto o un articolo, riescono a suscitare una discussione, anche aspra, significa che hanno contribuito a tenere vivo il dibattito pubblico. Noi continueremo a fare questo. Con la nostra testa, con le nostre idee e con le nostre forze. Liberamente.
Stefano Berti,
direttore gruppo editoriale Assisi News

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