(Stefano Berti) È bastato un articolo di Assisi News a scatenare un putiferio in merito a viabilità e soprattutto velocità di mezzi che nei centri abitati delle frazioni sfrecciano incontrollati. O meglio, sfrecciano incontrollati tranne qualche ‘rara’ volta. Via Risorgimento, Santa Maria degli Angeli. Cartello limite 30 km/h posto in quel punto da anni 7. Primo controllo con autovelox avvenuto nei giorni scorsi, e sinceramente su quella strada di controlli pochi se ne ricordano.
Perché così all’improvviso? Perché le tante colonnine verdi posizionate in tutto il territorio comunale sono lì perlopiù inutilizzate, alcune trasformate in cestini per la spazzatura, altre distrutte e inutilizzabili? Il punto è proprio questo. Dopo ben 7 anni ci si accorge di un limite di velocità a 30 km/h perché una pattuglia della polizia locale piazza un autovelox fra la via stessa e via Verdi – traversa poco distante da lì e in cui del limite dei 30 km/h non c’è nemmeno l’ombra.
E allora apriti cielo: chiamate, telefonate, messaggi giunti in redazione, commenti “ma quel cartello c’è da tempo!”. E perché nessuno se n’è mai accorto? Serviva un articolo e soprattutto serviva una pattuglia a controllare, perché senza controlli – forse – ognuno fa come gli pare?
E allora perché non incrementarli questi controlli? Perché così tanta assenza – se su quella via la situazione a detta di alcuni è così grave – per così tanto tempo? E perché non controllare allora anche altre vie limitrofe dove la auto scorrazzano di giorno e di notte, da via Patrono d’Italia a via della Repubblica (una pista da corsa!), da via Ermini a via Pertini. E chi più ne ha più ne metta… Tutte strade segnalate più volte dove le auto e i mezzi corrono indisturbati. Così come a Santa Maria degli Angeli e così nelle tante frazioni.
E perché non controllare anche il traffico in accesso e in uscita dal centro storico? Perché non controllare le soste selvagge nello stesso centro storico che riempiono piazzali e strade, ma che anche nella stessa Santa Maria degli Angeli spesso affollano le vie che sono ricche di doppie file incontrollate.
Traffico fuori alle scuole in orari di entrata ed uscita in diversi casso come fosse il far west, fra chi ha fretta e chi sfugge incontrollato a chi cerca di svolgere un compito di controllo non sempre facile – giusto sottolinearlo – a causa di un affollamento spesso oltre il limite. Rumori di motocicli notturni da più parti. Ma controlli che in molti casi potrebbero anche essere di più. Sì, perché se di controlli ce ne fossero con costanza e non occasionalmente, forse non ci stupirebbe così tanto e soprattutto non ci accorgerebbe di un cartello (nato da una ordinanza del 2017, ndr) dopo sette, ben 7 anni!
Invece il controllo avvenuto in una via dove in quasi un decennio nessuno aveva mai visto anima viva a controllare – e forse dove potrebbe anche bastare un limite a 50, spesso in molti ‘volano’ a una velocità oltre il doppio del consentito in ambito cittadino – ha fatto riscaldare gli animi di chi vorrebbe stare al sicuro sulla strada; ma solo in rare occasioni – vista la maleducazione alla guida e il poco rispetto delle regole – questa sicurezza gli viene garantita. Insomma, è appurato che senza controlli non si risolve niente, o perlomeno molto poco, e questo ormai è più che evidente. E allora perché non controllare di più?
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