Il recupero di un cane traumatizzato non passa da una sola strada: lo spiega la naturopata Giulia Severi Pierini, del centro Cinefilo Funny Dog.
Ci sono cani che arrivano nelle nostre vite con una storia già scritta, e poi ci sono quelli di cui non conosciamo quasi nulla, se non ciò che il loro comportamento racconta ogni giorno. Clio, una Border Collie adottata da un canile dopo circa nove mesi di permanenza, appartiene a questa seconda categoria. Del suo passato non si sapeva nulla, ma era evidente che il mondo, per lei, rappresentasse un luogo pieno di pericoli. Proprio per questo era stata definita “inadottabile” per le sue profonde paure, finché una famiglia ha deciso di darle comunque una possibilità. Quando l’ho conosciuta, anche il semplice scendere dall’auto era un’impresa: bastava la presenza di una persona, un movimento improvviso o un rumore per mandarla in uno stato di allarme. Respirava affannosamente, aveva la muscolatura costantemente contratta, gli occhi spalancati e cercava disperatamente un luogo in cui nascondersi.
Anche la vita quotidiana era profondamente limitata. In casa rimaneva quasi sempre ferma nello stesso punto, evitava di esplorare gli ambienti, viveva nel silenzio perché qualsiasi rumore poteva spaventarla. Le passeggiate erano solo una necessità: usciva per fare i bisogni e poi cercava immediatamente di rientrare. L’incontro con le persone era fonte di autentico terrore e ogni stimolo nuovo veniva percepito come una minaccia. Di fronte a situazioni come questa è naturale chiedersi quale sia la soluzione. Molti cercano il rimedio giusto, la tecnica migliore o l’integratore più efficace, ma in realtà, la mia esperienza mi ha insegnato che la domanda corretta è un’altra: di cosa ha bisogno davvero questo animale per tornare a sentirsi al sicuro? È proprio questo il significato dell’approccio integrato che porto avanti come naturopata animale.
La naturopatia, infatti, non consiste nel somministrare solo un prodotto naturale, ma è un modo diverso di osservare l’animale, cercando di comprenderne l’equilibrio complessivo. Significa quindi considerare contemporaneamente il corpo, la sfera emotiva, l’ambiente in cui vive, la relazione con la famiglia, l’alimentazione e la gestione quotidiana. Nel caso di Clio, il primo intervento per il recupero di un cane traumatizzato non è stato sulle essenze floreali o sull’alimentazione, è stato sul modo in cui il mondo le veniva presentato. Abbiamo chiesto alla sua custode di rallentare, di non costringerla ad affrontare situazioni che non era pronta a vivere, di evitare luoghi affollati, rispettare i suoi tempi e di permetterle di osservare senza sentirsi obbligata a interagire. Ogni piccolo progresso sarebbe dovuto nascere da una scelta di Clio, non da una nostra aspettativa.
Solo successivamente abbiamo inserito un supporto naturopatico personalizzato, scegliendo strumenti adatti alle sue caratteristiche emotive e fisiche. L’obiettivo non era eliminare la paura, ma aiutarla a ritrovare gradualmente uno stato di maggiore equilibrio, affinché potesse affrontare gli stimoli con una diversa capacità di adattamento. Parallelamente abbiamo lavorato anche sull’intestino e sull’alimentazione. Oggi sappiamo quanto il benessere intestinale sia strettamente collegato alla regolazione dello stress attraverso quello che viene definito asse intestino-cervello e un animale che vive costantemente in uno stato di allerta può manifestare anche disturbi gastrointestinali, e viceversa. Per questo motivo, il lavoro sul comportamento non può essere separato da quello sul benessere fisico. Il percorso non è stato lineare; non possiamo negare che ci sono stati momenti di grande entusiasmo e altri di scoraggiamento – come accade spesso nel recupero di animali con un passato difficile i miglioramenti non seguono una linea retta. Si procede per piccoli passi, con inevitabili regressioni e nuove conquiste.
Dopo alcuni mesi, però, qualcosa ha iniziato a cambiare. La custode mi scrisse un messaggio che ancora oggi custodisco con emozione: “All’inizio pensavo che le sarebbe bastato un po’ di tempo e tutto l’amore che potevamo darle. Poi ho capito che non era sufficiente. Oggi siamo andate a casa di mio fratello. Clio è entrata, ha attraversato ambienti nuovi, ha osservato persone che si muovevano facendo rumore, si è avvicinata scodinzolando ai miei familiari, ha chiesto coccole e si è rilassata sul divano. Non avrei mai immaginato di poterla vedere così.” Questa è forse la parte più importante della sua storia, perché Clio non è diventata un cane “senza paure”, anche perché non era questo l’obiettivo – ma è diventata un cane che oggi riesce a vivere. Frequenta il centro cinofilo, fa allenamenti di agility, affronta le passeggiate con serenità, incontra persone nuove senza sentire il bisogno di fuggire e, quando qualcosa la spaventa, cerca protezione nella sua famiglia invece di andare nel panico.
Ci sono ancora periodi più delicati, come durante lunghi temporali o cambiamenti importanti nella routine. In quei momenti viene sostenuta nuovamente, sempre in modo personalizzato e nel rispetto delle sue esigenze, perché non dobbiamo dimenticarci che il benessere non è un traguardo definitivo, ma un equilibrio dinamico che può avere bisogno di essere accompagnato nel tempo. La storia di Clio ci insegna che esistono animali che hanno bisogno di essere ascoltati con strumenti diversi. Per questo, quando parlo di naturopatia animale, non penso a una disciplina che sostituisce la medicina veterinaria o il lavoro dell’educatore cinofilo, ma penso a un approccio a 360 gradi, nel quale ogni professionista contribuisce con le proprie competenze e ogni intervento viene costruito attorno all’individuo, non alla sua etichetta. Perché dietro un comportamento c’è sempre una storia. E ogni storia merita di essere accolta con rispetto, tempo e uno sguardo capace di vedere l’animale nella sua interezza.
(Centro Cinofilo Funny Dog è uno degli sponsor inserzionisti del gruppo editoriale Assisi News)
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