Continuano i casi di incuria e degrado ad Assisi, patrimonio mondiale dell’UNESCO, che dovrebbe essere simbolo di bellezza, rispetto e armonia. Eppure, camminando tra le vie del centro storico, si scoprono immagini che raccontano una realtà diversa. All’Arco di Porta Nuova e lungo il muretto di Borgo Aretino, sono apparse scritte senza senso realizzate con vernice nera a deturpare monumenti storici. Viene spontaneo chiedersi — quanto può essere intelligente imbrattare la propria città o quella che ci ospita? Se non c’è rispetto per le cose, difficilmente ci sarà rispetto per le persone.
Ma il degrado non riguarda solo il centro. A Petrignano di Assisi, in via Campo Grande, da mesi si assiste a una situazione di incuria che non sembra trovare soluzione e che i cittadini segnalano a ripetizione. Cumuli di rifiuti accanto alle campane del vetro, sacchi abbandonati e sporcizia che si accumula giorno dopo giorno. (Continua dopo la foto)

È vero, parte della responsabilità è di chi, con un gesto incivile, abbandona i propri rifiuti dove non dovrebbe. Ma è altrettanto vero che i controlli tempestivi e puntuali non ci sono e i rifiuti restano lì a terra, sotto gli occhi di tutti.
E i cittadini si domandano – in maniera ricorrente sui social “a cosa serva pagare la TARI, se poi queste situazioni vengono ignorate per mesi? La tassa sui rifiuti dovrebbe garantire non solo il ritiro porta a porta, ma anche un ambiente urbano decoroso e rispettato” – tuonano alcuni.
Insomma, Assisi e le sue frazioni meritano attenzione e rispetto, soprattutto più senso civico, e la collaborazione di tutti, cittadini e istituzioni. Perché la bellezza non si conserva da sola, ma è il frutto di rispetto, cura e responsabilità di tutti. E intanto si attendono interventi e verifiche per recuperare e far tornare in ordine quanto deturpato.

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