Un “decreto Unesco” sulla falsariga di Bologna per evitare che la città diventi un “mangificio” – la definizione è del New York Times e indica la troppa presenza di attività ristorative e ricettive, a scapito dei residenti. È una delle idee emerse mercoledì nel corso dell’incontro “Assisi in vendita. Come il turismo si sta prendendo la città”, titolo della video inchiesta realizzata dalla testata giornalistica lavialibera con i giornalisti Martina Cataldo, Andrea Giambartolomei e Sofia Nardacchione.
Nell’evento organizzato da Libera Umbria insieme al gruppo scout Agesci Assisi 1 e al Comune di Assisi che all’evento ha dato il patrocinio, è stata presentata l’inchiesta “che cerca di raccontare come il turismo sta cambiando la città e chi la vive, nell’anno della canonizzazione di Carlo Acutis, del Giubileo e in attesa dell’ottavo centenario della morte di San Francesco. Una ricchezza che però – ha sottolineato l’inchiesta – finisce nelle mani di pochi”. Nell’inchiesta – e come è stato ribadito più volte nel corso del dibattito – non sono emersi illeciti di sorta, ma “Ci auguriamo che questa iniziativa – ha spiegato Noemi Dicorato, co-referente di Libera Umbria – possa aiutare i cittadini ad affrontare questo tema e ad approfondire questo tema”.
Nel video “Assisi in vendita” le voci di Stefania Proietti, ex sindaca di Assisi e oggi presidente della Regione Umbria, fra Marco Moroni, custode del Sacro Convento, Fabio Forlani, presidente del corso di laurea in Economia e Management del Turismo dell’Università di Perugia, oltre a tre testimonianze anonime di ristoratori e cittadini assisani. Nel suo intervento post proiezione, la presidente della Regione Stefania Proietti ha ricordato la “tenace battaglia della giunta, da me allora guidata e appena insediata”, sul caso dell’hotel Subasio, invitando i cittadini “a non aver paura a segnalare ciò che potrebbe essere sbagliato”. Il sindaco Valter Stoppini ha sottolineato che “come giunta continueremo a vigilare, come sempre abbiamo fatto, per il rispetto della legalità”, mentre l’assessore Fabrizio Leggio ha ricordato che “il decreto Bersani non permette più al Comune di agire sul contingentamento delle licenze, che potrebbe essere una soluzione per evitare la sproporzione di attività commerciali. Abbiamo alcune idee e quanto prima apriremo un tavolo per individuare un percorso e soluzioni”.
Uno di questi è appunto il “decreto Unesco” varato a Bologna che prevede tra l’altro l’impossibilità di trasformare un’attività da non alimentare ad alimentare e l’insediamento di ‘money change’ e ‘money transfer’, phone center e internet point, così come di compro oro, sale slot e centri scommesse. La priorità è “tutelare il centro e mantenere il mix merceologico esistente”. Che ad Assisi è sempre meno pensato per il cittadino, che infatti emigra altrove, e sempre più per il turista.
Assisi in vendita
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