(Flavia Pagliochini) Cinque casi in pochi mesi di carte d’identità elettroniche da cui è stato tolto il chip, con cinque denunce per manomissione ma anche indagini in corso per capire perché; l’ipotesi è la clonazione. A indagare la polizia di Stato del commissariato di Assisi che ricorda come la Cie italiana contiene nel retro del documento un microchip che permette lo scambio sicuro dei dati anagrafici e biometrici (foto e impronte digitali) del cittadino in esso contenuti, garantendo la sicurezza del documento e permettendo l’accesso ai servizi digitali.
Il primo caso ad aprile scorso: intervenuti a Bastia Umbra per una lite in famiglia, gli agenti hanno notato delle anomalie sulla carta d’identità della richiedente l’intervento: una donna italiana di 50 anni, già nota per essere un’assuntrice abituale di sostanze stupefacenti, la cui carta d’identità era stata manomessa e quindi invalidata. A luglio sempre a Bastia gli agenti hanno scoperto la carta d’identità di un 38enne, già noto per reati contro il patrimonio, era stata danneggiata perché priva sul retro del microchip. Anche in questo caso l’uomo non è stato in grado di riferire nulla al riguardo. La carta è stata sequestrata e l’uomo denunciato.
Ad agosto, nel corso di un controllo avventori presso una sala scommesse di Bastia Umbra, la denuncia è toccata a un 29enne, di origine marocchine, residente ad Assisi e anch’egli noto alle forze dell’ordine che ha esibito la carta d’identità priva del microchip, verosimilmente tolto dolosamente. Qualche giorno dopo, presso la stazione ferroviaria di Assisi, gli agenti hanno proceduto al controllo di un cittadino di origine marocchine, 50enne residente ad Assisi, con diversi precedenti per guida sotto l’influenza dell’alcool. Anche lui è stato trovato in possesso della carta d’identità priva del microchip, dolosamente asportato.
Da ultimo, il quinto caso, qualche giorno fa, quando, nel corso di un controllo avventori compiuto unitamente alla Polizia Locale di Assisi in un bar della zona, un cittadino italiano, originario della provincia di Frosinone, di 43 anni, già denunciato dalla polizia di Assisi per combustione illecita di rifiuti, ha fornito un documento diviso a metà in linea orizzontale e ulteriormente danneggiato sul retro, nella zona del microchip risultato asportato.
Come detto sono in corso indagini per capire il perché delle carte d’identità elettroniche manomesse
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