Quattro anni di carcere: è la richiesta della Procura della Repubblica di Firenze nei confronti di Piero Fabbri, il muratore che l’11 gennaio 2023, durante una battuta di caccia al cinghiale sul Subasio, ha ucciso il 24enne Davide Piampiano. La nuova udienza si terrà il 22 dicembre, mentre quella di ieri arriva dopo l’udienza di luglio in cui l’accusa nei confronti di Fabbri era stata determinata in omicidio colposo con l’aggravante della colpa cosciente, ossia quando una persona causa la morte di un’altra perché, pur essendo consapevole di poterla causare, confida in qualche modo di poterla evitare. I legali della famiglia Piampiano – anche ieri hanno ripetuto questa richiesta – avrebbero voluto la rideterminazione in omicidio volontario, nella forma del dolo eventuale: accusa che era stata ipotizzata nella prima fase delle indagini, quando il muratore era stato arrestato a qualche settimana dai fatti, e poi riqualificata.
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