“Superare la contrapposizione rigida tra salute e lavoro”, garantendo la salute dei cittadini ma anche “gli interessi legittimi delle imprese e degli imprenditori, che hanno diritto a operare e a crescere”. Lo chiede – a proposito delle Fonderie Assisi – l’ex senatore Sergio Romagnoli, già membro anche della Commissione Lavoro e nella Commissione d’inchiesta sugli Infortuni sul Lavoro, che nei giorni scorsi è arrivato ad Assisi forte anche della sua esperienza con i casi dell’ILVA di Taranto e della raffineria API di Falconara.
“In contesti simili, caratterizzati dalla vicinanza tra impianti produttivi e aree residenziali – dice Romagnoli – studi e analisi hanno sollevato nel tempo preoccupazioni rilevanti, alimentando un dibattito pubblico difficile ma necessario sul possibile impatto di tali attività sulla salute delle comunità locali. Anche per questo mi sono messo in contatto con il Comitato di cittadini e con l’avvocato Passeri, che ringrazio per la loro passione”. Romagnoli si domanda “come sia possibile che nel 2026, in un Paese come l’Italia, vi siano ancora situazioni in cui il rapporto tra attività industriali, salute e qualità della vita risulta così delicato e controverso? Una città come Assisi non merita di convivere con un disagio di questo tipo, ma occorre andare oltre i ricatti occupazionali, evitare semplificazioni e contrapposizioni forzate e respingere l’idea che la tutela dell’ambiente e della salute sia incompatibile con il lavoro e lo sviluppo. I fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) sono stati presi in considerazione per affrontare e contribuire a risolvere questa situazione?”, si chiede Romagnoli.
L’ex senatore invita a non pensare al caso delle Fonderie Assisi come a un episodio isolato, ma “parte di una riflessione più ampia su un modello industriale che, in molti casi, necessita di essere ripensato con responsabilità e coraggio. I comitati, le associazioni e i cittadini hanno già dimostrato, in diverse realtà del Paese, di saper partecipare con serietà e determinazione a questo percorso. Ed è con questo spirito che intendiamo proseguire. La salute non è un favore. È un diritto sancito dalla Costituzione. E un Paese civile non può permettersi di ignorarlo. Continueremo a lavorare insieme ai comitati e ai cittadini per valutare, in modo condiviso e responsabile, le azioni migliori nell’interesse generale. Rimaniamo informati e partecipiamo”.
© Riproduzione riservata













