A ventotto anni di distanza dal devastante terremoto del 1997 che mise in ginocchio Umbria e Marche, il Patto Civico per Assisi (Assisi Domani e Assisi Civica) “desidera esprimere sentiti ringraziamenti a tutti coloro che si sono dedicati con impegno alla ricostruzione. A partire dalle istituzioni locali, regionali e nazionali, fino ad arrivare ai tecnici, agli operai, ai volontari e ai tanti cittadini che non hanno mai fatto mancare la loro presenza e il loro contributo”.
“Oggi guardiamo con orgoglio al percorso compiuto: la ricostruzione non è stata solo una questione di mattoni e cemento, ma un cambiamento profondo nel modo di pensare e progettare. In questi anni si è affermato un nuovo paradigma per le costruzioni: più sicurezza, criteri antisismici più rigorosi, maggiore attenzione alla prevenzione e alla tutela del patrimonio — sia culturale che umano. Questo impegno collettivo ha reso possibile ricostruire, ma anche rigenerare, rendendo le nostre comunità più resilienti rispetto al passato.
Il Patto Civico per Assisi ha voluto celebrare questa rinascita post terremoto del 1997, riconoscendo il valore di chi ha creduto nella speranza quando tutto sembrava perduto, di chi ha avuto la pazienza e la tenacia per trasformare la distruzione in opportunità di crescita e di chi ha perso la propria vita in quei giorni terribili”, conclude la nota dei consiglieri di Assisi Domani Nico Perini e Sonia Gaudenzi e del consigliere di Assisi Civica Luigi Bastianini.
Tra le otto vittime registratesi nella giornata del 26 settembre, quattro persone morirono nella Basilica di San Francesco. La chiesa durante la notte aveva subito danni agli affreschi di Giotto e Cimabue e in quel momento era in atto un sopralluogo da parte di alcuni tecnici, ingegneri, giornalisti e frati. Durante la scossa una delle volte della basilica superiore crollò sopra a padre Angelo Api, Zdzisław Borowiec, Bruno Brunacci e Claudio Bugiantella, tutti e quattro morti sul colpo
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