Studenti a confronto con esperti di letteratura italiana del nuovo millennio per comprenderne tendenze e prospettive, ma anche per prepararsi al meglio agli esami di maturità. L’iniziativa s’intitolava “Estremo contemporaneo” ed è stata promossa da Liceo “Properzio” e Convitto Nazionale “Principe di Napoli”, con il sostegno del Comune di Assisi e il patrocinio della Società italiana per lo studio della modernità letteraria. Di seguito l’intervento dei professori Diana Dragoni e Leonardo Speranza, del liceo Properzio di Assisi.
Potrebbe apparire ardito organizzare per gli studenti una conferenza sull’Estremo contemporaneo, una categoria letteraria che rappresenta in qualche modo un tema di nicchia, una digressione rispetto ai contenuti del manuale scolastico. A dimostrare il contrario, tuttavia, è stata la bella mattinata di lunedì 3 marzo al Teatro della Cittadella – Pro Civitate Christiana di Assisi, quando gli studenti delle classi quinte hanno ascoltato con serietà e partecipazione Emanuele Zinato (critico letterario, professore di Letteratura italiana contemporanea all’Università di Padova) e Morena Marsilio (critica letteraria, docente nella secondaria di secondo grado), che hanno tenuto due relazioni sul tema dell’Estremo contemporaneo, cioè quella letteratura che dall’anno 2000 arriva ad oggi. L’iniziativa si è realizzata grazie alla rinnovata collaborazione tra alcuni docenti del Liceo Properzio e del Liceo Scientifico annesso al Convitto Nazionale di Assisi, che hanno voluto organizzare una mattinata di studio e approfondimento culturale in preparazione all’Esame di Stato per tutte le scuole del territorio. La proposta, patrocinata inoltre dalla MOD (Società italiana per lo studio della modernità letteraria), è stata prontamente accolta e sostenuta dal Comune di Assisi per le sue potenzialità culturali e di arricchimento per tutta la comunità scolastica.
La prima relazione dell’iniziativa Estremo contemporaneo, “Una mappa del presente letterario: forme e temi”, ha proposto ai ragazzi una prospettiva basilare, cominciando dal “patto” che lega l’autore e il lettore in merito al carattere finzionale oppure non finzionale dell’opera. Ha quindi toccato alcune letture contemporanee, dall’idea di autobiografia collettiva negli Anni di Annie Ernaux, al viaggio nel cuore nero dell’Europa, anch’esso all’insegna del “noi”, in Campo del sangue di Eraldo Affinati; dall’intreccio tra camorra, industria ed edilizia in Gomorra di Roberto Saviano, alla psicologia versata alla competizione e al cinismo nel racconto Oscar di Giorgio Falco; fino all’umanità insicura che fa i conti con esseri mitologici da amare e mangiare in Sirene di Laura Pugno, un’opera distopica che può essere messa a confronto con La strada di Cormac McCarthy, della quale viene evidenziata la dialettica problematica tra vita e speranza.
La poesia è oggi fuori mercato, ma ha una tradizione ancora viva e importante in Italia ed ha trovato, infatti, anch’essa posto nell’intervento del Prof. Zinato che ha letto i versi suggestivi di Umberto Fiori in Trasporti, nei quali emerge viscerale il desiderio di umanità e speranza. Anche i versi della Tela di Cristina Alziati sono risuonati attuali e potenti con la loro tensione rivolta alla crisi eco-climatica. Il dialogo tra presente e passato è emerso infine anche nella poesia Primavera 1938 di Bertolt Brecht, “ipotesto”, ossia fonte letteraria di ispirazione proprio per la poesia Tela.
La seconda relazione, “Una trasmissione di eredità? La memoria del lavoro nella letteratura contemporanea”, ha sviluppato, invece, un filone di ricerca specifico all’interno dell’Estremo contemporaneo, affrontando il tema del lavoro, delle morti bianche e della solidarietà di classe oggi. Interessante la domanda con la quale la Prof.ssa Marsilio ha introdotto la sua relazione: è più edulcorata la visione del lavoro che offre la scuola attraverso i suoi PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento) o quella degli autori contemporanei? Nell’offrire la sua articolata risposta, Marsilio ha analizzato per cominciare alcuni passi di Vitaliano Trevisan (Works) e di Ermanno Rea (Dismissioni), autori-chiave che si accostano al lavoro da prospettive differenti ma entrambe anticonformiste, che vanno dalla denuncia della “maledizione” che esso può gettare sull’uomo contemporaneo, all’orgoglio di un personaggio per un prodotto ben realizzato, anche se si tratta di quanto di più antipoetico si possa pensare: un bullone. Anche nella seconda parte della conferenza la poesia ha avuto un ruolo. Nel gasometro di Sara Ventroni ci ha fatto cogliere la testimonianza lirica di un’autrice che sperimenta varie forme per esprimere la dimensione innaturale e meccanica delle attività. In ultimo, le letture proposte sono state tratte da La colpa al capitalismo e Le vite potenziali di Francesco Targhetta, che ci ritraggono, da un lato, una Venezia non più fatta di palazzi antichi e tradizioni, ma di materiali, contesti e parole crudamente post-industrali, e, dall’altro, un quadro di smaterializzazione del lavoro che tende a diventare, sinistramente, polverizzazione dell’esperienza, nel nome dell’ideologia della merce.
A conclusione della conferenza sull’Estremo contemporaneo è stato dato spazio agli interventi degli studenti, che si sono orientati non solo alla comprensione del filone di ricerca presentato, ma anche all’approfondimento di considerazioni che evidentemente hanno suscitato la loro curiosità. Ad esempio, è stato sottolineato come sia vitale riflettere sulla ricchezza e varietà lessicale che dobbiamo sforzarci di riconoscere nei testi che leggiamo, anche quando non si trovino nelle pile di libri più venduti all’interno delle librerie. Notevole anche l’osservazione relativa alla categoria del “pessimismo”, che ancora esercita la sua influenza nella percezione con la quale decodifichiamo un’opera che affronta temi drammatici o “scomodi”. È giunta poi con grinta l’affermazione di quella che dovrebbe essere la funzione dell’insegnante: problematizzare il mondo e non veicolare contenuti triti, per coltivare con competenza e passione il “rischio del pensiero”. Possiamo allora affermare con soddisfazione che l’obiettivo della conferenza sia stato raggiunto, rivelando ancora come risulti essenziale offrire stimoli di alto livello per far lievitare, nelle giovani generazioni, una consapevolezza e una coscienza critica che dal contenuto didattico arrivino ad esplorare sentieri di studio ancor più ramificati.
Estremo contemporaneo
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