“Famiglie senza acqua sicura nella città della pace mentre Sindaco e Giunta si dedicano alle passerelle mediatiche”. Lo segnala il gruppo consiliare di Forza Italia con Francesco Fasulo, che ha depositato nei giorni scorsi “una mozione urgente per denunciare la gravissima situazione che vede numerose famiglie di Santa Maria degli Angeli prive di accesso all’acqua potabile sicura, costrette a utilizzare pozzi privati contaminati da sostanze tossiche”. Il sindaco, però, sull’acqua contaminata spiega di essersi già fatto portatore delle istanze dei cittadini a Umbra Acque: “Noi – spiega Valter Stoppini – segnaliamo le priorità degli acquedotti a Umbra Acque che le ha inserite nel piano triennale: la giunta è vicina alle esigenze dei cittadini, ma ha un mero ruolo di segnalazione e sollecitazione. Ci sono poi delle case che avrebbero bisogno di un’estensione dei lavori, e stiamo lavorando per capire come muoverci”.
Nello specifico, secondo la segnalazione di Forza Italia, la USL Umbria 1, con diffida ufficiale del 19 agosto 2025 (Prot. n. 138599), ha vietato formalmente l’utilizzo dell’acqua proveniente da pozzi privati nelle vie Caminaccio di Mezzo, del Traghetto, dei Gelsi, Padre Ulisse Cascianelli, Via Frazione Santa Maria degli Angeli, in alcune case di Via del Caminaccio e altre zone di Santa Maria degli Angeli, a causa della contaminazione da Tetracloroetilene e Tricloroetilene con concentrazioni di 23 mg/l, oltre il doppio dei limiti di legge. “Stiamo parlando di veleni che minacciano la salute di intere famiglie”, sottolinea Fasulo. “Mentre in altre frazioni del nostro stesso Comune, come Castelnuovo, l’Amministrazione si è fatta promotrice per l’estensione gratuita delle condotte idriche pubbliche, i cittadini di Santa Maria degli Angeli vengono sistematicamente discriminati e abbandonati”.
La mozione sull’acqua contaminata è supportata da una petizione popolare sottoscritta dai cittadini direttamente interessati e impegna il Sindaco e la Giunta a: Adottare immediatamente ordinanza contingibile e urgente per vietare l’uso delle acque contaminate e disporre misure provvisorie di approvvigionamento; Attivare autobotti e punti di distribuzione gratuita di acqua potabile per le famiglie interessate; Estendere la rete idrica pubblica alle vie interessate senza alcun costo per i cittadini; Convocare tavolo di coordinamento urgente con tutti gli enti competenti; Segnalare la situazione alla Procura della Repubblica per valutare eventuali responsabilità penali”.
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