Dopo giorni di ‘baruffa’, sulla querelle degli asili nido interviene il Patto Civico composto da Assisi Domani e Assisi Civica, in sostegno di Valter Stoppini. “Si fa molta confusione con le scadenze ed è importante ribadire la verità! L’avviso PNRR-MIUR prevede che gli asili vengano “strutturalmente” collaudati entro il 30 giugno 2026 – si legge in una nota – senza fare alcun riferimento alle scadenze relative alla gestione e all’apertura degli asili stessi. A ben vedere, da questo lato, il Comune di Assisi è in netto anticipo di circa un anno, dato che i lavori vanno appunto collaudati entro giugno 2026 e gli asili aperti da settembre 2026, secondo i milestone (obiettivi) europei e nazionali”.
In merito, invece, alla scelta sulla collocazione delle strutture – ancora la nota – “ricordiamo che, per la celerità del finanziamento concesso, il bando PNRR prevedeva paletti molto stringenti in quanto l’area su cui realizzare gli asili nido doveva essere già urbanisticamente destinata a ciò, vale a dire già prevista nel PRG (Piano Regolatore Generale) vigente che, è bene ricordare, è il prodotto delle amministrazioni di cdx con un iter che è di fatto iniziato nel 2004 e si è concluso a marzo 2016 (appena tre mesi prima dell’insediamento dell’amministrazione Proietti), con un costo di circa 1,5 milioni di euro. Ebbene, l’amministrazione Proietti, ha dovuto e potuto progettare soltanto nelle aree individuate da quel PRG, in particolare quella di Rivotorto che le precedenti amministrazioni di cdx avevano urbanisticamente scelto proprio per destinarla a strutture scolastiche”.
“Altro discorso è la riconversione delle due strutture di Castelnuovo e Petrignano che, avendo indici di vulnerabilità sismica molto bassi, sarebbero state dichiarate inagibili. Per queste gli interventi – ricordano Assisi Domani e Assisi Civica – hanno puntato anche a rigenerare aree urbane nonché a dare il giusto peso alla sicurezza delle strutture pubbliche. Quindi, nessun rischio di danno erariale anche in considerazione del raggiungimento dei citati obiettivi “europei e nazionali”, ovvero quello di offrire un concreto aiuto alle famiglie e di incoraggiare o rendere meno onerosa la partecipazione delle donne al lavoro. Tutti concetti che sembrano passare in secondo piano e dei quali in effetti non troviamo traccia nel programma elettorale del centro destra”.
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