Ad Assisi arriveranno le zone 30, ossia interventi prevedono zone a velocità ridotta a 30 km/h per incrementare la sicurezza di bambini, pedoni, disabili e ciclisti in prossimità di punti sensibili di aggregazione come le scuole, i giardini pubblici, gli attraversamenti pedonali. Ne dà notizia Paolo Lupattelli, consigliere del gruppo misto: “La mozione da me presentata in occasione dell’ultimo Consiglio Comunale riguardo l’attivazione del sistema di controllo della velocità attraverso il “Piano Comunale Zone 30” è stata votata, dopo un’integrazione proposta dai gruppi consiliari di opposizione, all’unanimità”, si legge in una nota.
La mozione, dopo essere stata discussa e condivisa, è stata portata alla votazione con alcune modifiche relative alla procedura di attivazione. “L’istituzione delle zone 30 – ricorda Lupattelli – è ormai una realtà in molte città italiane ed europee attraverso l’installazione di segnaletica orizzontale e verticale specifica o modifica della pavimentazione e non necessariamente con autovelox fissi che sopperirebbero al problema esclusivamente attraverso sanzioni ai cittadini e che per di più ad oggi sono considerati incompatibili con le zone 30. La sicurezza stradale è un tema che purtroppo sale agli onori della cronaca troppo spesso”.
“I dati del 2025 dimostrano che le vittime sono in leggero calo rispetto allo scorso anno, tuttavia sono ancora numeri estremamente critici. Il territorio assisano presenta diverse aree dove la velocità raggiunta dai mezzi in transito supera spesso i limiti, in particolar modo le aree interne alle frazioni, zone sensibili dove il traffico pedonale è numeroso e la velocità dei mezzi rappresenta un pericolo reale. Le zone 30, dove già istituite, hanno portato risultati importanti dal punto di vista della sicurezza stradale e del benessere dei cittadini abbassando notevolmente il numero di incidenti oltre che le emissioni di CO2. L’amministrazione – conclude Lupattelli – si impegna ad individuare delle aree sulle quali attivare un monitoraggio sperimentale attraverso un’analisi globale delle eventuali criticità con la prospettiva di allargare la progettualità ad ulteriori zone qualora la sperimentazione porti benefici e risultati in termini di incidentalità e di qualità della vita”.
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