Da qualche giorno sui social il centrodestra ironizza e attacca sulla costruzione di tre asili nido a Petrignano, Castelnuovo e Rivotorto, perché nelle tre frazioni nascono pochissimi bambini. “Non sarebbe stato meglio le case di riposo per una popolazione sempre più anziana?”, il refrain, al quale ora rispondono i consiglieri del Pd – e candidati alle prossime amministrative – Francesca Corazzi e Paolo Lupattelli.
“Fa francamente sorridere – se non indignare – la dissonanza tra le promesse da campagna elettorale del centrodestra e la realtà dei fatti. Da una parte – scrivono Corazzi e Lupattelli – sbandierano slogan a favore della famiglia e della natalità, dall’altra – almeno per quanto riguarda i candidati eoliani – si sono più volte schierati contro l’apertura di centri per l’infanzia nel nostro Comune. La verità è che manca completamente una strategia credibile per sostenere davvero le famiglie con figli. In un Comune, l’unico strumento concreto per aiutare i genitori è garantire asili nido pubblici accessibili. Non esistono scorciatoie né chiacchiere da bar”.
“E mentre oggi si agitano, noi ricordiamo che è stata la nostra amministrazione, nel 2018, a istituire la card “Bimbi domani”, un contributo concreto assegnato a ogni nuovo nato, con un solo requisito: la residenza ad Assisi. Un gesto simbolico ma concreto, che dice da che parte stiamo. Dal 2000 l’Europa ha chiesto agli Stati di garantire un posto in nido ogni tre bambini sotto i tre anni. Si tratta di un diritto, non di una concessione, sancito nei LEP – Livelli Essenziali di Prestazione che ogni Comune ha il dovere di assicurare. E Assisi? Fino al 2021 era una delle poche realtà umbre senza un solo asilo nido pubblico. Una vergogna. E sapete di chi è la responsabilità? Di chi ha governato per vent’anni senza fare nulla: Bartolini I, Bartolini II, Ricci I e Ricci II, che si sono affidati solo ai privati, senza investire un euro per le famiglie. Risultato: genitori costretti a cercare soluzioni altrove, o ad arrangiarsi da soli”.
“Oggi, a fronte di un questionario comunale per l’anno educativo 2025-2026 – secondo i dati di Corazzi e Lupattelli – sono già 100 le famiglie interessate ai 135 posti disponibili nei quattro asili nido pubblici. Un dato che parla da sé. E allora, basta strumentalizzare un atto amministrativo tecnico, come il provvedimento in autotutela del Comune, per distogliere l’attenzione dal vero problema: chi oggi critica è lo stesso che ieri ha lasciato le famiglie sole. Dal 2016, noi abbiamo lavorato sul serio per l’infanzia, l’educazione e il dialogo costante con gli istituti scolastici. Perché la scuola non può essere solo uno slogan da campagna elettorale: non basta reclamare il solito taglio dell’erba. Serve visione, impegno quotidiano, ascolto e competenza”.
In questi anni – rivendicano i due consiglieri di maggioranza – abbiamo investito 13 milioni di euro in interventi strutturali in tutte le scuole del territorio, contenuto, per quanto possibile, i costi per mense e trasporti, sostenuto i progetti educativi con fondi comunali e regionali. E continueremo a farlo. Per chi ancora fa finta di non capire, lo diciamo chiaramente: Noi siamo per la sanità pubblica. Altri per quella privata. Noi siamo per la scuola pubblica. Altri, da sempre, per quella privata. Due visioni opposte, inconciliabili. La nostra è quella che guarda al futuro delle famiglie. Le loro? Già viste. E dimenticate”.
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