Assisi News riceve e pubblica due contributi di Movimento 5 Stelle e Futuro Nazionale che ‘battibeccano’ tra loro sulle scelte da intraprendere.
Questa la nota del Movimento 5 Stelle Assisi
C’è una contraddizione politica, ormai impossibile da ignorare, nelle scelte di chi ad Assisi interviene con una certa frequenza nel dibattito pubblico e nel frattempo ha trovato una nuova casa politica. Non riguarda le profonde differenze tra una sinistra progressista e una destra estrema né il giudizio sull’Amministrazione comunale o regionale. Riguarda qualcosa di più profondo. La distanza tra le idee alle quali si sceglie di aderire e il patrimonio civile e culturale della comunità nella quale si pretende di esercitare un ruolo politico. Non servono interpretazioni. Basta leggere il programma nel quale qualcuno ha deciso nuovamente di riconoscersi. Si parla di “comunità di diritto e di sangue”, si richiamano i tratti dei volti, dei capelli e degli occhi come elementi della continuità di un popolo, si definiscono alcune culture “incompatibili”, si teorizza il superamento del multiculturalismo e si indica nella remigrazione una risposta politica all’immigrazione.
Non sono parole sparse né provocazioni infilate in un programma per conquistare qualche titolo di giornale. Raccontano una precisa visione della società nella quale l’appartenenza torna a essere legata al sangue e persino ai caratteri fisici mentre le culture vengono classificate sulla base della loro presunta compatibilità. E poi c’è la remigrazione. Un vero piano politico che prevede lo stop ai ricongiungimenti familiari salvo eccezioni, la selezione dell’immigrazione regolare sulla base della cosiddetta “compatibilità culturale” e la preferenza per persone provenienti da Paesi a maggioranza cristiana. Si arriva a prevedere la remigrazione anche dei lavoratori stranieri regolarmente presenti in Italia, favorendone il ritorno nel Paese di origine dopo alcuni anni di lavoro. L’obiettivo dichiarato è arrivare gradualmente a una presenza di persone non italiane “eccezionale e contingentata”.
A questo punto non siamo più nel territorio delle sfumature linguistiche. Prima si stabilisce chi appartiene, poi quali culture sono compatibili e infine si costruiscono politiche per ridurre la presenza di chi rimane fuori da quel perimetro. È qui che il cortocircuito con Assisi diventa evidente. Assisi ha consegnato al mondo un’idea di fraternità che non domanda il sangue, la provenienza o i tratti di un volto e ha costruito la propria vocazione alla pace sull’incontro tra popoli, culture e religioni diverse senza chiedere a nessuno di rinunciare alla propria identità per riconoscere quella degli altri. Per questo pace, fraternità e incontro non sono parole decorative da utilizzare nelle occasioni solenni, ma parte di un’eredità civile e culturale che da questa città ha parlato al mondo e che impone anche alla politica di interrogarsi sulle idee che sceglie di rappresentare.
C’è spazio per il confronto politico più duro, per idee profondamente diverse dalle nostre e per chiunque voglia contestare questa Amministrazione. Non possiamo invece lasciare senza risposta una visione che torna a parlare di sangue, classifica le culture e costruisce l’appartenenza sulla separazione tra chi sarebbe parte della comunità e chi dovrebbe restarne fuori. Quelle idee possono legittimamente cercare consenso. Noi diciamo con altrettanta chiarezza che non devono trovare spazio nell’Assisi che conosciamo e che vogliamo continuare a rappresentare nel mondo.
C’è infine una contraddizione che riguarda più direttamente chi oggi ha scelto di riconoscersi in queste idee. Per chi ha impiegato gli ultimi anni a cercare la propria collocazione politica deve essere stato un sollievo trovare finalmente un movimento che dedica tanta attenzione al concetto di appartenenza. Peccato che mentre si cercava con tanto impegno una nuova casa politica ci si sia dimenticati di guardare quella che si aveva intorno. Si può cambiare partito, si può cambiare simbolo e si può persino cambiare rapidamente idea su quale sia la destra giusta nella quale riconoscersi. Non si può cambiare Assisi per farla assomigliare alla propria ideologia. Perché certe idee non sono soltanto diverse dalle nostre. Sono profondamente estranee all’anima di Assisi.
E questa la replica di Futuro Nazionale
Come Comitato Costituente di Assisi di Futuro Nazionale vogliamo in questa sede rispondere punto su punto al comunicato del M5S di Assisi, poiché, anche se non esplicitamente chiamati in causa ne siamo ovviamente coinvolti. A nostro avviso le parole dei “progressisti” confondono la continuità storica con l’esclusione etnica; infatti, il programma di Futuro Nazionale parla di comunità di diritto e di sangue perché la nazione nasce dalla famiglia, non perché classifica i volti, i tratti fisici sono solo la traccia visibile di un popolo che ha resistito a invasioni, migrazioni e cambiamenti per millenni, non è razzismo è memoria.
La fraternità di Assisi non è un’apertura senza confini, Francesco predicava la pace ma non cancellava le differenze, chiedeva conversione, non indifferenza, accogliere non significa cancellare la propria identità per far posto a chiunque ma significa offrire un modello non svuotato dei suoi contenuti. Il multiculturalismo non è un valore neutro, quando culture incompatibili si sovrappongono senza assimilazione non nasce dialogo nasce conflitto.
La remigrazione non è espulsione di massa è un piano per chi non rispetta le leggi, non lavora non si integra, preferire chi condivide radici cristiane non è discriminazione è coerenza con la storia di un Paese che ha costruito la sua civiltà su quelle radici.
Assisi non è un museo del relativismo ma una città che ha saputo difendere la propria anima cristiana anche quando il mondo cambiava, chi oggi pretende di parlare a nome di Francesco mentre accusa chi difende quella stessa eredità sta usando il nome della città per coprire un’ideologia che non ha nulla a che vedere con la pace vera.
La pace non si costruisce cancellando i confini si costruisce quando chi arriva riconosce il valore di ciò che trova.
Futuro Nazionale non chiede a nessuno di rinunciare alla propria identità chiede solo che chi vive qui la rispetti e ciò non è estraneo all’anima di Assisi, ne è la sua forma più concreta.
Cogliamo l’occasione per informare la comunità assisana che, iniziando da Perugia, porteremo nei prossimi mesi in tutto il territorio Regionale, Assisi compresa, le nostre proposte programmatiche con incontri a tema a cui tutti sono invitati a partecipare.
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