Migliaia di pellegrini, tante autorità tra sindaci, presidenti di Regione e ambasciatori. Riaccesa la lampada che arde sulla tomba del Patrono d’Italia nella Basilica di San Francesco, ma la mattinata e gli applausi prima dell’ingresso in chiesa per le celebrazioni religiose della festa di San Francesco sono tutti per Sergio Mattarella, presidente della Repubblica che arriva pochi minuti prima delle celebrazioni accolto dallo scrosciante applauso del prato. (Continua dopo il video – link diretto)
“Signor Presidente della Repubblica – il saluto del Custode Marco Moroni prima della messa per la festa di San Francesco – Reverendissimo Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, Eminenze, Eccellenze, Illustri rappresentanti del Governo e del Parlamento, Ambasciatrici e Ambasciatori, Signori Presidenti delle Regioni, Sindaci e rappresentanti delle Istituzioni, Autorità civili e militari, fratelli e sorelle che, nelle diverse forme di vita, vi ispirate al carisma di san Francesco, voi tutti qui presenti e voi che ci seguite attraverso i mezzi di comunicazione, il Signore vi dia pace! Grazie per la vostra presenza e partecipazione, che prolunga quella vissuta stanotte, al termine del cammino che ci ha portati dalla Porziuncola, luogo del transito, a questa Basilica dove è custodito il corpo del Patrono d’Italia. Viviamo il momento culminante di queste giornate e dell’intero anno centenario nella Celebrazione eucaristica: quello stesso mistero di vita e di dono di sé che Francesco d’Assisi ha contemplato e vissuto con tutta la sua esistenza. Entriamo allora in questa celebrazione con il suo stesso desiderio: accogliere Cristo, lasciarci trasformare dal suo amore e diventare, nel nostro tempo, uomini e donne di pace”.
Al centro della messa, l’omelia del cardinale Matteo Maria Zuppi: “Frate Francesco continua a donarci pace e a insegnarci a essere operatori di pace, per portarla dove c’è violenza, odio, incomprensione. Si è spogliato di tutto per essere disarmato. Non significa affatto cedevole, accomodante, irrilevante. Il contrario! Frate Francesco disarma il lupo chiamandolo frate e, essendo per lui frate, negozia con lui, per Gubbio e anche per il lupo, lo restituisce a sé stesso e alla comunità perché si prenda cura di lui. In questa stagione siamo tentati e sedotti dalla cultura della potenza, volgare e invadente, ingannevole, frutto anche di enfasi mal riposte e di sfacciati ed enormi interessi economici, di nazionalismi che rovinano le nazioni, di campagne che creano il nemico invece di cercare quello che unisce. Laudato si’ perché proprio lui, l’umile, sgonfia, sempre con tanta cortesia e senza nessuna supponenza, l’arroganza dei forti, parla con tutti perché la sua fede non è contro qualcuno ma amore per tutti, perché vede tutto con gli occhi di Dio, quelli che fanno cantare la vita. Laudato si’ per la sua semplicità, che è tutt’altro che superficialità o schiavitù dell’apparenza, perché è piuttosto trovare l’essenziale, che è invisibile agli occhi ma che tutto rende visibile, vero, prezioso, luminoso, anche nella malattia e il buio sconfortante e terribile della morte”, uno dei passaggi dell’omelia del cardinale Matteo Maria Zuppi.
Non è mancato un ulteriore riferimento alla pace: “Il suo e il nostro è un mondo segnato da guerre, terribili, follia che rende folli, dove l’unica ragione da cercare è la pace e la giustizia, perché solo queste fanno trovare e difendere tutte le ragioni. Laudato si’ frate Francesco perché ci ricorda che la guerra non è un destino e la pace inizia da noi ed è l’unico futuro possibile. Scrive ai reggitori delle nazioni perché scelgano la pace. Non c’è tempo da perdere, perché la sofferenza è enorme, il divisore complica le soluzioni, imbroglia le menti, fa credere – che imbroglione! – che la pace la troviamo con le armi e non con il dialogo e il diritto. (…) A frate Francesco, al termine di questo straordinario ottavo centenario – ancora Zuppi – accendiamo la lampada del nostro cuore e quella di tutto il nostro Paese con quella votiva dei Comuni d’Italia. San Francesco, insieme a Santa Caterina da Siena, è il nostro Patrono. Permettetemi uno speciale ricordo per i comuni delle aree interne che tante radici conservano e desiderano solo che queste possano dare nuovi germogli, cioè vita e futuro. San Francesco, proprio perché aveva chiaro chi era e in che cosa credeva, non aveva paura di incontrare tutti e di essere vicino a chiunque, non con la spada, ma con il dialogo, fratello senza supponenza e distanza. Ci aiuta in questo tempo minaccioso a capire che solo insieme troviamo la risposta e solo se la pace è con tutti è davvero pace. Chiede solo operatori umili e architetti umili di pace che, con coraggio, aiutino a vivere insieme, forti del diritto e non imponendo il diritto della forza. San Francesco non indica un amore ridotto a idea vaga, ineffabile, che non chiede nulla, falsamente rassicurante per chi cerca di salvare sé stesso, ma un amore come è l’amore vero, totale, per tutti, radicato nella vera sicurezza che è Cristo. Prendiamo, al termine di questo anno di giubileo francescano, anzi di questi anni, il giogo liberante e sicuro di Gesù, che libera perché ama, costruendo la casa di Dio e la città degli uomini, amando l’unità intorno a messer Papa che presiede la comunione. Così, come disse Papa Leone, l’Europa e il mondo intero troveranno nuovi santi, che credono nella parola del Vangelo, umani con la libertà di Cristo, gioiosi per l’amore ricevuto e donato. “Non un mondo da difendere, ma da abbracciare”. Laudato si’, mi Signore, sempre sii lodato”.
Prima dell’arrivo di Mattarella, sul sagrato per la festa di San Francesco anche l’arrivo del sottosegretario Alfredo Mantovano, della presidente della Regione Stefania Proietti e dell sindaco di Assisi Valter Stoppini. (Continua dopo il video – link diretto)
“Il Governo – le parole del sottosegretario Alfredo Mantovano ai giornalisti – ha promosso la costituzione del Comitato San Francesco da oltre tre anni. Lo ha sostenuto con importanti risorse finanziarie perché questo ottavo centenario non sia una semplice memoria, ma sia un ricordo vivo e attuale in Italia e nel mondo. Tante opere sono state realizzate in occasione di questo ottavo centenario: dalla presenza di statue che richiamino il Santo in giro per il mondo, soprattutto nelle città intitolate a lui, alla ristrutturazione, alla digitalizzazione della biblioteca francescana, fino a iniziative per i giovani come la recente inaugurazione al Cairo di un campetto di calcio per i bambini che vivono lì. Tutto questo perché San Francesco non è soltanto il Santo degli italiani, ma è il Santo per il quale l’Italia è ammirata nel mondo. Questo è il senso anche del ripristino della festa nazionale”.
“Oggi – le parole di Proietti a margine della festa di San Francesco – con i simboli dell’olio donato dalla Regione Umbria e dell’accensione della lampada attraverso il Sindaco di Assisi, diciamo che questa piccola regione, questa piccola città hanno il potere dei simboli. Ci impegniamo ancora di più a difendere la pace, la custodia del creato, i più piccoli e fragili del mondo in nome di quello che 800 anni fa ha fatto con la sua vita San Francesco. E quindi per noi anche una grande assunzione di responsabilità questo gesto simbolico che le famiglie francescane hanno voluto quest’anno fosse fatto proprio dalla città di Assisi e la Regione Umbria. Accanto ovviamente all’accoglienza, ci sono delegazioni internazionali con gli ambasciatori, molti presidenti di regione, tanti sindaci dei capoluoghi di regione. Quindi il mio appello è stato anche alla coesione delle istituzioni proprio in nome di quello che è l’unità e che avrebbe sicuramente promosso al tempo San Francesco, o meglio lo promuoveva con la lettera ai governanti, ricordando appunto ai governanti la responsabilità di richiamarsi ai valori più alti nel governare i popoli”.
“Credo che non si sia mai verificato nella storia che il sindaco di Assisi accenda la lampada votiva per la festa di San Francesco: di solito quando dona l’Umbria l’olio, essa viene accesa dal sindaco di Perugia. Quindi oggi veramente è una giornata emozionatissima, però mi carica anche nello stesso tempo di responsabilità. E spero che San Francesco da lassù mi illumini: quando sono passato davanti alle sue spoglie in occasione dell’ostensione del corpo, ho detto “ma come mai hai scelto proprio me?”. A me piace stare al servizio della mia comunità, ma in disparte. In questo anno sono stato in sovraesposizione e ringrazio tutti voi, anche giornalisti, per la vicinanza a me e alla mia giunta, e grazie a tutti gli assisani e a tutti gli uffici del Comune perché veramente è un anno straordinario sotto tutti i punti di vista. Da Assisi deve arrivare il messaggio di pace a livello internazionale, perché la città della pace è sotto tutti i punti di vista, e in modo particolare in quest’anno e in quello che sta attraversando il mondo. E naturalmente, come ho detto agli ambasciatori, ai presidenti di regione e ai sindaci dei comuni presenti, ho detto che dovrebbe partire da ognuno di noi stessi di avere un rapporto prima di tutto di pace interiore per poterla trasmettere alle nuove generazioni. Perché è inutile che facciamo tavole rotonde e quadrate per parlare di pace, di tranquillità, di fratellanza e rispetto del Creato, quando poi non lo applichiamo. Quindi partiamo da San Francesco e se ognuno di noi facesse il proprio dovere, sicuramente avremo un mondo migliore”.
Anche nella giornata di oggi la Protezione Civile è stata in campo per garantire assistenza, sicurezza e supporto ai numerosi pellegrini giunti in occasione delle celebrazioni dell’Ottocentenario di San Francesco. Sono stati circa 90 i volontari di Protezione Civile impegnati nelle attività di assistenza, insieme a 30 operatori sanitari della CO 118 – ASL Umbria 1 e ai volontari che hanno assicurato una presenza costante durante l’intera giornata. Nel corso delle celebrazioni sono stati effettuati 8 interventi sanitari, gestiti grazie al coordinamento e alla stretta collaborazione tra volontari e personale sanitario. Particolare attenzione è stata dedicata anche alla mobilità dei pellegrini. Il volontariato di Protezione Civile ha messo a disposizione navette per agevolare gli spostamenti e consentire il raggiungimento dei luoghi della Santa Messa, contribuendo a rendere più sicura e ordinata la partecipazione alle celebrazioni. Per rendere ancora più agevole e accogliente la giornata, sono stati inoltre distribuiti acqua e foulard commemorativi, simbolo e ricordo di un appuntamento di particolare significato. Una giornata intensa, vissuta ancora una volta con impegno, professionalità e spirito di servizio, al fianco della comunità e dei pellegrini, nel segno di San Francesco e dei valori di accoglienza, solidarietà e prossimità che da sempre contraddistinguono il volontariato di Protezione Civile.
Foto Sala stampa Sacro Convento e Redazione Assisi News
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