“Mai più l’uno contro l’altro, ma l’uno accanto all’altro”. È l’appello di Leone XIV che – in chiusura della tre giorni di incontri per e sulla pace, organizzata dalla Comunità di Sant’Egidio a Roma – evoca papa Wojtyla e la storica preghiera interreligiosa voluta proprio da papa Giovanni Paolo II in città, il 27 ottobre 1986. Un incontro che diede vita allo Spirito di Assisi e, aggiunge il Pontefice, “fu un momento storico, una svolta nei rapporti tra le religioni. Nello ‘spirito di Assisi’, anno dopo anno, sono continuati questi incontri di preghiera e dialogo, che hanno creato un clima di amicizia tra i leader religiosi e hanno accolto tante domande di pace. Il mondo oggi pare essere andato nella direzione opposta, ma noi ricominciamo da Assisi, da quella coscienza del nostro compito comune, da quella responsabilità di pace. Ringrazio la Comunità di Sant’Egidio e tutte le organizzazioni, cattoliche e non solo, che, spesso controcorrente, tengono vivo questo spirito”. E proprio l’Umbria e Assisi saranno il palcoscenico dell’edizione 2026 dell’incontro delle religioni e culture per la pace: l’annuncio è stato dato dal presidente di Sant’Egidio, Marco Impagliazzo. Quella dell’anno prossimo sarà la quarantesima edizione: un ritorno ad Assisi dopo l’evento Sete di Pace del 2016 e – tra gli altri – la giornata di preghiera nel gennaio 2002 a poche settimane dall’attentato alle Torri Gemelle.
È presto per dire se Papa Leone XIV sarà in città per il quarantennale dello Spirito di Assisi, ma – come riportato qualche settimana fa – il Pontefice potrebbe arrivare ad Assisi il 20 novembre per chiudere l’assemblea della Conferenza episcopale italiana, che si svolgerà dal 17 al 20 novembre 2025. E non è da dimenticare che Prevost ha già un invito per il 2026, nell’ambito delle iniziative per l’ottocentenario della morte del Poverello.
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