Assisi e l’Umbria piangono Papa Francesco morto, come annunciato poco fa da Sua Eminenza, il Cardinale Farrell, alle 7.35 del lunedì di Pasquetta, 21 aprile 2025. Tanti i messaggi di cordoglio per un pontefice profondamente legato all’Umbria, visitata otto volte, sei delle quali ad Assisi. Tra l’altro la morte del Pontefice ‘stoppa’ anche la canonizzazione del Beato Carlo Acutis, che slitta dal 27 aprile a data da destinarsi. La causa della morte di Papa Francesco sembra essere, secondo le prime informazioni, un ictus.
L’annuncio della morte di Papa Francesco intorno alle 10 di mattina. Il cardinale Ferrel “ha annunciato con dolore la morte di Papa Francesco, con queste parole: “Carissimi fratelli e sorelle, con profondo dolore devo annunciare la morte di nostro Santo Padre Francesco. Alle ore 7:35 di questa mattina il Vescovo di Roma, Francesco, è tornato alla casa del Padre. La sua vita tutta intera è stata dedicata al servizio del Signore e della Sua chiesa. Ci ha insegnato a vivere i valori del Vangelo con fedeltà, coraggio ed amore universale, in modo particolare a favore dei più poveri e emarginati. Con immensa gratitudine per il suo esempio di vero discepolo del Signore Gesù, raccomandiamo l’anima di Papa Francesco all’infinito amore misericordioso di Dio Uno e Trino”. Ad Assisi le campane di tutte le chiese della Diocesi sono state fatte suonare a festa, in segno di riconoscenza e di comunione per l’incontro di Papa Francesco con Dio. (Continua dopo il video – link diretto)
Speciale il suo legame con l’Umbria (otto visite) e Assisi (meta di sei delle otto visite). Nel 2022 il Papa era arrivato per Economy of Francesco. A novembre del 2021 il Papa era tornato ad Assisi per un incontro con 500 poveri, provenienti da diverse parti dell’Europa, per trascorrere con loro un momento di ascolto e preghiera, in forma strettamente privata. Prima ancora Bergoglio era venuto ad Assisi altre 4 volte: il 4 ottobre del 2013 a pochi giorni dalla sua elezione, due nel 2016 (per il Perdono di Assisi, a Santa Maria degli Angeli, e per Sete di Pace, il trentennale dello Spirito di Assisi, a San Francesco) e la quarta nel 2020, per la firma della Fratelli tutti. A queste visite vanno aggiunte le altre due in Umbria: l’11 gennaio 2019, a sorpresa Papa Francesco si era presentato al monastero delle clarisse di Santa Maria in Vallegloria a Spello. All’inizio dell’ottobre 2016, invece, aveva visitato le aree terremotate di Umbria e Marche, fermandosi anche a San Pellegrino, frazione di Norcia gravemente colpita dal sisma.
Appresa la notizia della scomparsa di papa Francesco, la comunità francescana dei frati del Sacro Convento di San Francesco in Assisi si è riunita in preghiera alle 12 di oggi per il canto del Regina coeli – preghiera mariana tradizionale del tempo di Pasqua – nella chiesa inferiore della Basilica, in comunione con la Chiesa e la Diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino. Fra Marco Moroni, OFMConv, Custode del Sacro Convento, ha voluto ricordare la figura di papa Francesco e il dono che egli è stato per la Chiesa e per la comunità francescana, in particolare di Assisi. «I suoi gesti – ha sottolineato – sono stati esemplificazione del Vangelo e questo, a mio parere, è l’aspetto più importante. Ha messo al centro l’annuncio evangelico attraverso una testimonianza di fede, attraverso tanti segni, tanti gesti, tante parole che ci hanno richiamato al cuore dell’esperienza cristiana. Penso in particolare alle encicliche, alla Fratelli Tutti, firmata proprio qua sulla Tomba di San Francesco, penso alla Laudato si’, penso agli altri testi magisteriali forse meno famosi ma che davvero ci portano al cuore del Vangelo. Il suo nome, Francesco, è diventato così un segno molto forte che ce l’ha fatto sentire ancora più vicino».
E proprio ad Assisi è stato programmato il lutto cittadino, bandiere a mezz’asta sulle sedi comunali e il suono eccezionale del Campanone della Torre del Popolo ad Assisi il 21 aprile 2025, per la scomparsa di Papa Francesco. Lo ha disposto il Sindaco f.f., con apposita ordinanza, in segno di dolore e cordoglio dell’intera città, a cui il Pontefice era profondamente legato. Anche nel giorno delle esequie, le bandiere sugli edifici comunali e pubblici saranno a mezz’asta. Prevista anche l’osservazione di cinque minuti di raccoglimento in tutti i luoghi pubblici e di lavoro, con le serrande degli esercizi commerciali cittadini abbassate in segno di lutto, in orario che sarà definito e comunicato il giorno antecedente. Sarà inoltre proposto ai docenti delle scuole della città di promuovere riflessioni sulla figura di Papa Francesco, come sostenitore nel mondo di valori fondamentali come pace e fratellanza.
L’Amministrazione comunale, in questo giorno triste, ricorda il rapporto speciale tra il Santo Padre e la città serafica, non solo perché come Papa ha voluto assumere il nome di San Francesco, ma anche per la sua presenza ricorrente qui e per i tanti messaggi di pace e speranza lanciati al mondo, richiamando i valori francescani. Proprio ad Assisi, il 3 ottobre 2020, ha voluto firmare l’enciclica “Fratelli Tutti”, che propone la fraternità e l’amicizia sociale come vie per costruire un mondo migliore. I principi fondamentali richiamati, come pace, giustizia, vicinanza agli ultimi, solidarietà umana, cura per il creato e la casa comune, rispetto per l’ambiente, resteranno nella storia della città e dell’intera comunità mondiale e Assisi continuerà a promuoverli all’insegna di San Francesco e nel ricordo di Papa Francesco, un grande uomo che ha lasciato nel mondo un segno indelebile.
La Presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, ha espresso il suo cordoglio con parole di profonda commozione: “Oggi l’Umbria perde un amico, un fratello, un padre spirituale. Papa Francesco ha incarnato i valori di San Francesco d’Assisi: la pace, la fraternità, la cura del creato e l’amore per i poveri e gli ultimi. La sua guida ha illuminato il cammino di molti, ispirando una Chiesa sempre più vicina alle persone e alle loro sofferenze. Non trovo le parole per spiegare il dolore personale, la commozione e la mancanza, il senso di vuoto che provo in questo momento, e che provano tantissime cittadine e cittadini umbri. E’ enorme il senso di vuoto e sgomento, perché avevamo anche uno straordinario rapporto personale oltre che istituzionale. (…) L’Umbria, terra di San Francesco, si impegna a portare avanti il suo insegnamento, promuovendo la pace, il dialogo, la solidarietà e la giustizia sociale. Di certo faremo di tutto per realizzare quel suo invito a “non fermarsi mai nel generoso contributo in favore del bene comune”. Grazie, Papa Francesco, per averci mostrato la via con il tuo esempio di umiltà e dedizione, di forza e coraggio, di amore per i più piccoli e i più deboli.” La Regione Umbria, in segno di rispetto e riconoscenza per il Santo Padre, ha deciso di far esporre le bandiere a mezz’asta in tutti gli edifici regionali, di sicuro saranno organizzati momenti di raccoglimento in tutte le principali città umbre.
Cordoglio anche dal vescovo delle diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino e di Foligno, monsignor Domenico Sorrentino: “La notizia della morte di papa Francesco ha scioccato anche noi, come tutto il popolo di Dio. Avendolo visto in queste ultime settimane addirittura farsi fisicamente presente, nonostante la convalescenza, eravamo fiduciosi che lo avremmo visto domenica prossima in piazza San Pietro per la canonizzazione del beato Carlo. Oggi, pur nella certezza della vita eterna e nella gioia della Pasqua, uniamo le nostre lacrime a quelle di tutta la Chiesa. Papa Francesco aveva davvero il volto e il cuore di un papà. Così lo sentivano soprattutto i più semplici, i poveri, ai quali egli dedicava tante premure. Anche guardando ad essi aveva preso il nome del nostro Francesco d’Assisi, il “Poverello”, ed è rimasto coerente con questa scelta programmatica. Ce l’ha illustrata in tutti i modi. Non possiamo dimenticare quanto ci consegnò nella sua prima visita a questa Città nel 2013. (…) Assisi – dice il vescovo non poteva non sentire un particolare affetto per lui, e lo ha sentito. Per questo anche la sua dipartita ci vede profondamente addolorati. La Città in questi giorni è gremita di pellegrini. Sono venuti per l’alleluia pasquale, ora si sono velati di mestizia. Con tutti i cristiani, residenti e pellegrini, facciamo coro di preghiera e di sentimenti, esprimendo il nostro cordoglio, ma soprattutto rinnovando la nostra speranza “Cristo è risorto!”. Ad Assisi, non possiamo dimenticare che Francesco nel Cantico parla di “sorella morte”. Sentimenti che salgono da entrambe le Chiese particolari affidate alle mie cure, quella di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e quella di Foligno”. (Continua dopo il video – link diretto)
“Tanti devoti sono giunti ad Assisi in vista della canonizzazione. Il Signore ci ha costretti a un aggiustamento di rotta, nella sicurezza tuttavia che il traguardo rimane vicino. Riecheggia nel cuore specialmente l’ultimo messaggio papale Urbi et Orbi. Francesco si è speso fino all’ultimo respiro per invocare pace sul nostro mondo ferito. Avevo chiesto la sua benedizione, che non ha fatto in tempo ad arrivare, sulla nostra lettera mensile di invito ai cristiani ed anche ai credenti di altre religioni, per invitarli a pregare, proprio il giorno 27 aprile, per tutti i popoli in guerra, con un focus sul Myanmar. Confidavo al papa nel mio scritto l’impressione che anche tramite il prossimo santo, Carlo Acutis, ci arrivasse un segno dal cielo, dato che il miracolo di guarigione esaminato ed accolto per la canonizzazione è avvenuto per una ragazza della Costa Rica, l’unico paese – o uno dei pochissimi paesi al mondo – che ha rinunciato ad avere un esercito. Dal cielo – conclude il vescovo – papa Francesco ci aiuterà a perseguire ancora questo grande obiettivo di un mondo, nel quale si realizzi la profezia di Isaia: “un popolo non alzerà più la spada contro un altro popolo, non si eserciteranno più nell’arte della guerra” (Is. 2,4). Un grande sogno di pace”.
Foto: © Mauro Berti e Andrea Cova archivio redazione Assisi News
Papa Francesco ad Assisi
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