(Stefano Berti) Nel Consiglio comunale della città di San Francesco maggioranza e opposizione litigano su tutto, perfino su una mozione per la pace. E poi volano anche accuse interne: Bastianini attacca Corazzi sulla scala mobile, Fasulo incalza la maggioranza con toni infuocati su più temi, Cicogna critica duramente la decisione sulla rottamazione quinquies e il Papa, in arrivo, è ormai alle porte. È questa la sintesi dell’ultima seduta nella sala del Consiglio comunale di Assisi. Sì, proprio ad Assisi, che continua a essere conosciuta nel mondo come la città della pace. Peccato che, entrando nell’aula del Consiglio comunale, di quella pace sembri rimanere soltanto il ricordo.
Perché l’ultima seduta è stata l’ennesima dimostrazione di una politica locale sempre più impegnata a combattersi che ad amministrare. Maggioranza e opposizione hanno trovato il modo di scontrarsi praticamente su ogni argomento. I toni sono stati spesso sopra le righe, tra botta e risposta, richiami e continue interruzioni. Tra i protagonisti del confronto, come ormai accade a ogni seduta, il consigliere Fasulo, che ha incalzato ripetutamente la maggioranza su diversi temi con interventi duri e dai toni particolarmente accesi, salvo poi ritrovarsi, in più di un’occasione, a non poter concludere il proprio ragionamento per l’esaurimento dei tempi tecnici previsti dal regolamento.
Un clima che ha finito per trasformare il dibattito consiliare in una continua contrapposizione, spesso accompagnata da toni inadeguati. Ma il punto più emblematico è stato raggiunto quando è arrivata in discussione la mozione dedicata alla pace. Nella città di San Francesco avrebbe potuto rappresentare uno di quei rari momenti capaci di unire tutti, al di là delle appartenenze politiche. Invece no. Neppure la pace è riuscita a mettere d’accordo il Consiglio comunale.
Un paradosso difficile da spiegare ai cittadini e ancora più difficile da raccontare a chi guarda Assisi come simbolo universale di dialogo e fraternità. Perché una cosa è il confronto politico, altra è trasformare qualsiasi argomento nell’ennesimo terreno di scontro.
Tra i temi più accesi c’è stato anche quello della cosiddetta “rottamazione quinquies” delle cartelle esattoriali. Il consigliere Eolo Cicogna ha definito “grave” la scelta dell’amministrazione di non aderire a una misura alla quale i Comuni possono liberamente accedere, sostenendo che sia stata persa un’occasione per andare incontro a cittadini e contribuenti in difficoltà. Un’accusa che ha inevitabilmente alimentato un confronto già particolarmente acceso.
Nel frattempo il sindaco Valter Stoppini ha rimesso mano agli equilibri della Giunta, redistribuendo (come anticipato da Assisi News nei giorni scorsi) le deleghe nel tentativo di rafforzare una maggioranza che continua a mostrare più di una crepa. Una scelta che, almeno a giudicare dai malumori emersi nelle ore successive, non sembra essere stata accolta con entusiasmo da tutti gli interessati. Tanto che, tra i corridoi del Palazzo e le immancabili voci della politica cittadina, si racconta di un dopoconsiglio dai toni tutt’altro che distesi, con un vero e proprio “falò del chiarimento” – nonostante il gran caldo estivo – resosi necessario per provare a ricucire gli strappi interni. Se sia bastato a riportare il sereno lo diranno i prossimi Consigli comunali. Ma, almeno per il momento, la risposta che circola descrive uno stato di agitazione piuttosto marcato.
Intanto il consigliere Luigi Bastianini resta al suo posto, nonostante i malumori emersi dopo la mancata nomina a Umbra Acque, come sempre anticipato da Assisi News. Una permanenza che, però, non coincide con una ritrovata serenità, come lo stesso consigliere ha confermato attaccando duramente – si vocifera a nome di gran parte della maggioranza – l’assessore Corazzi sulla vicenda della scala mobile di Porta Nuova, ancora ferma. Un intervento senza giri di parole, nato dallo spunto del consigliere di opposizione Ivano Bocchini e accompagnato dalla richiesta di risposte immediate per una questione che continua a penalizzare cittadini e visitatori. Un Bastianini fino a quel momento accomodante che, con questo intervento, scompiglia qualche piano pur rimanendo al suo posto.
È il segnale di una maggioranza che continua a discutere più con sé stessa che con l’opposizione. E quando le polemiche arrivano direttamente dall’interno della coalizione che governa, diventa difficile convincere i cittadini che tutto proceda secondo i piani. Il calendario rende tutto ancora più emblematico. Tra pochi giorni Assisi accoglierà il Papa, un appuntamento che riporterà l’attenzione internazionale sulla città di San Francesco e dei grandi messaggi di pace. Ma mentre ci si prepara ad accogliere il Pontefice, Palazzo dei Priori offre uno spettacolo decisamente meno edificante: divisioni, accuse reciproche, tensioni e una pace che, almeno nell’aula consiliare, sembra essersi presa una lunga pausa.
Forse sarebbe il caso che la politica assisana, almeno per una volta, prendesse esempio dalla città che è chiamata ad amministrare. Perché il problema non è il confronto, che è il sale della democrazia. Il problema è quando il conflitto diventa l’unico linguaggio possibile e il dibattito si trasforma in una gara a chi alza di più la voce. Perché se nella città della pace si riesce a litigare perfino sulla pace, forse il problema non è più il tema del giorno. È il modo di fare politica. E quello, ad Assisi, oggi appare sempre più lontano dallo spirito che la città rappresenta nel mondo.
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