(Stefano Berti) In un clima già carico per l’imminente arrivo del Papa (domani giovedì 20 novembre, ndr) , il Consiglio comunale di ieri si è trasformato in un’arena politica vivace e, a tratti, combattiva. La minoranza ha infatti aperto il fuoco su una serie di questioni cruciali: carenze idriche in alcune zone del territorio, criticità del servizio taxi all’Eremo delle Carceri, debiti della Pro Loco di Santa Maria degli Angeli relativi ai mercatini – circa 28 mila euro – e persino la presunta scarsa trasparenza di un concorso pubblico. Temi che hanno catalizzato l’attenzione del pubblico e acceso il dibattito.
A guidare la controffensiva è stato il solito consigliere Fasulo – un battitore libero, in versione maratoneta politico – che ha dato battaglia con interventi incalzanti e una pressione continua. Dall’altra parte, la maggioranza ha retto l’urto soprattutto grazie all’esperienza politica – molto evidente – dei consiglieri Mirti e Bastianini, autentici punti di riferimento in Aula. Sono stati loro (che hanno ormai una militanza “datata” insieme alle vecchie volpi Martellini e Bocchini, fra i più anziani fra tutti sugli scranni, ndr) a prendere la parola, a smussare tensioni. Due veterani, due figure che conoscono la grammatica della politica e ne parlano con naturalezza. È stata la loro esperienza a emergere con forza, a provare a costruire risposte, a deviare i colpi più duri, ad arrotondare angoli. In altre parole, a fare ciò che il resto della squadra non fa: prendere la parola (soprattutto a braccio).
Sì, perché il resto della maggioranza, invece, è rimasto in un silenzio quasi impenetrabile: consiglieri presenti, seduti, attenti… ma muti. Nessun contributo, nessun approfondimento, nessuna riflessione. Una postura che non passa inosservata, perché lascia emergere una dialettica politica che sembra blindata in un copione preconfezionato, letto e recitato, più che interpretato. Una partecipazione formale, che però – a conti fatti – dice poco o nulla.
Nonostante ciò, la maggioranza ha mantenuto la compattezza, sebbene si percepisca come il “lavoro ai fianchi” della minoranza inizi a logorare un meccanismo che fatica a trovare un ritmo sicuro. Motivazioni in risposta lette, tutti (o quasi) attaccati rigorosamente ai fogli tenuti preziosamente in mano, alcune risposte – di sindaco e assessori – convincenti, altre – di altri – un po’ meno, e sulle quali tematiche non è stata scritta una fine. C’è da aspettarsi quindi che avranno ancora un seguito.
In mezzo alla ‘mareggiata’, anche una parentesi costruttiva. Tra le note positive della seduta spicca un momento di unanimità: l’approvazione della “zona 30”, proposta dai consiglieri Lupattelli e Morosi, tandem inedito. Ma soprattutto il riconoscimento conferito a Carlo Angeletti, accolto con rispetto bipartisan. Un passaggio che, pur in un clima teso, ha segnato un momento di coesione istituzionale e ha ricordato il valore di chi, attraverso il proprio impegno, ha lasciato un segno importante per la comunità. Un momento toccante che ha riportato in Aula un passaggio di dignità e unanimità, ricordando quanto la dedizione personale possa ancora unire, anche dove la politica divide. Un tributo sincero, meritato, che ha brillato in una serata altrimenti piena di frizioni.
Intanto, mentre l’Amministrazione tenta di mostrarsi compatta, le “voci di corridoio” parlano di un’ondata di mozioni e interpellanze che arriveranno nelle prossime settimane, promettendo un dicembre tutt’altro che tranquillo. E con la città che si prepara al pienone annunciato, la sensazione è che il Consiglio comunale, con il clima politico che rimane rovente, debba trovare una direzione chiara per governare Assisi. La percezione è che il vero confronto debba ancora iniziare.
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