Andrà in onda stasera (4 marzo 2026, ndr) in prima serata su La7 “San Francesco: il primo italiano”, la puntata di Una giornata particolare registrata lo scorso dicembre tra gli affreschi di Giotto della chiesa superiore della Basilica di San Francesco in Assisi. Si trattava della prima nazionale dello spettacolo “Francesco”, il racconto della vita del Santo in occasione degli 800 anni dalla morte, portato in scena da Aldo Cazzullo accompagnato dalle musiche del maestro Angelo Branduardi in collaborazione con Fabio Valdemarin.
Proprio ‘appoggiandosi’ al ciclo degli affreschi e basandosi anche sul libro best seller di Cazzullo “Francesco. Il primo italiano” edito da HarperCollins Italia, il giornalista del Corriere della Sera aveva raccontato la vita di Francesco: il racconto è partito dal desiderio del futuro Santo di partecipare alla guerra, passando per l’abbraccio con il lebbroso, la prigionia voluta dal padre, la spogliazione al vescovado, il lupo di Gubbio, ma anche momenti più leggeri come Francesco che ‘chiese’ alla cicala che cantava su un fico di posarsi per una settimana sulle sue mani per lodare il Signore e rallegrare i frati. Si arriva poi all’approvazione della Regola, il sogno del Papa in cui Francesco che salva la chiesa, la predica in duomo che segnò anche il primo incontro di Francesco con Chiara e quello successivo con il Sultano, la prima natività a Greccio, in cui Francesco volle inserire anche gli animali, ma anche l’allontanamento dell’ordine dai ‘capisaldi’ di Francesco e quindi la scelta del Santo di rinunciare alla guida dei confratelli. E infine la composizione del Cantico delle Creature e in ultimo la morte, in quella Porziuncola dove tutto era cominciato e in cui Francesco volle morire sulla nuda terra. Non mancano i riferimenti all’attualità
Per la registrazione di “San Francesco: il primo italiano” era stato esposto sul palco il “corno del Sultano”. La reliquia, secondo la tradizione, è il corno d’avorio che san Francesco ricevette in dono dal Sultano al-Malik al-Kamil durante il loro incontro a Damietta nel 1219. Simbolo di amicizia e dialogo interreligioso, era usato per chiamare alla preghiera ed è regolarmente conservato ed esposto nella Cappella di San Nicola – affrescata sempre da Giotto – nella chiesa inferiore della Basilica. Tra i numerosi spettatori in Basilica c’è stato anche un ospite d’eccezione, Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, con alcuni familiari; il cantautore, insieme al cardinale Matteo Zuppi e alla scrittrice Dacia Maraini, sarà tra gli ospiti della serata. L’iniziativa è stata promossa da Corvino Produzioni e Lungomare in collaborazione con Stand by Me, con la collaborazione del Sacro Convento.
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