Proteggere la pelle durante l’estate è importante anche per ottenere e mantenere un’abbronzatura sana. Per Assisi News, i dermatologi dr. Giulio Franceschini e dr.ssa Chiara Franceschini di Villa Salus, forniscono alcuni consigli utili per vivere un’estate serena e per una pelle bella e sana in vista delle vacanze.
Finalmente estate! Che – per molti di noi – è sinonimo di vacanze, vita all’aria aperta e, sia che si tratti di mare, che di montagna, esposizione solare.
Ma quali sono gli accorgimenti per prendere solo il meglio del sole, evitando che la cute si danneggi, si invecchi o – peggio – sia esposta al rischio di melanoma?
Iniziamo col dire – dicono da Villa Salus – che il sole serve: all’umore, alla sintesi di vitamina D e a tutta una serie di metabolismi e meccanismi fisiologici sviluppati in millenni di evoluzione. Certo, però, non dobbiamo abusarne.
I bambini, ad esempio, non dovrebbero essere esposti alla luce diretta fino ai 6 mesi e anche dopo, fino ai 3 anni, pure se accuratamente protetti con la giusta crema solare, non andrebbero lasciati sotto ai raggi del sole di luglio e agosto nelle famigerate “ore più calde della giornata”, cioè dalle 12 alle 15.30/16 circa.
Gli adolescenti, invece, possono esporsi con un po’ più liberta, ma sempre e solo con protezioni adeguate al tipo di pelle e accorgimenti mirati (abbigliamenti anti UV, cappelli o simili) che evitino in tutti i modi di tornare dalla spiaggia con la sensazione di avere la “pelle che tira”, o arrossata, o peggio dolorante. Non parliamo poi delle ustioni vere e proprie, cioè quelle con la comparsa di vesciche e la successiva desquamazione: secondo uno studio ormai citatissimo dell’American Academy of Dermatology, 5 o più di queste scottature solari contratte tra i 15 e i 20 anni d’età aumentano il rischio di sviluppare un melanoma nel corso della vita dell’80% e il rischio di avere altri tumori della pelle, quali basaliomi, tumori squamocellulari o altro, del 68%.
Negli adulti, il sole può rappresentare un’ottima terapia per molte patologie: eczemi, psoriasi, dermatite atopica, ma anche vitiligine, certe allergie, eccessiva secchezza cutanea tendono tutti a migliorare d’estate, se ci si espone con attenzione e moderazione. Peggiorano, invece, le macchie, il melasma, l’orticaria solare, certi tipi di acne molto infiammata, gli herpes e -ovviamente- i tumori cutanei causati anche dal fotodanneggiamento e dalle esposizioni eccessive, come le cheratosi attiniche e i basaliomi.
Infine, discorso a parte per chi ha molti nei o una familiarità per melanoma: queste persone devono evitare del tutto l’esposizione solare? In realtà no, perché – come già detto – i raggi UV sono indispensabili per la nostra vita. Quello che però va evitato sono gli eccessi, ovvero le esposizioni prolungate e/o senza protezione, l’utilizzo di lampade abbronzanti e ogni tipo di scottatura, anche la più blanda.
Ecco quindi cosa fare per avere una pelle sana anche d’estate:
1. NON “preparare la pelle” con lampade abbronzanti. Non serve. Lettini e docce solari hanno solo l’effetto di scottarci prima, esponendoci a dosi massicce di raggi UV in pochissimo tempo. Se necessario, in caso di pelle chiara o di eritema solare, è più utile assumere degli integratori solarigià a partire dal mese di giugno.
2. Non utilizzare prodotti con spf inferiore al 30, con l’idea che“altrimenti non mi abbronzo”. La protezione non blocca i raggi solari e non impedisce l’abbronzatura, serve solo ad allungare il tempo che ognuno di noi può passare sotto al sole in sicurezza, prima di scottarsi. Non è quindi nemmeno uno “scudo”, efficace per l’intera giornata, ma va riapplicata ogni 2 ore e dopo bagni e sudate, anche se waterproof. Consente sempre di abbronzarsi, seppure in maniera più graduale.
3. Lasciamo le protezioni dei bambini ai bambini. I solari baby non sono “più forti” di quelli per gli adulti, hanno la sola differenza di contenere filtri fisici, come l’ossido di zinco, anziché chimici. Possono essere molto utili nei soggetti allergici, ma non schermano più degli altri.
4. Applicare la protezione solare sempre, anche in caso di pelle scura: anche i soggetti più olivastri possono andare incontro a scottature, specie nelle prime esposizioni, perché la melanina aiuta a proteggersi, ma non sempre basta. Quindi è importante usare un spf adeguato, come il 30.
5. Reidratare la pelle dopo l’esposizione, meglio se con prodotti specifici. È necessario, infatti, riparare il DNAcellulare che l’esposizione solare inevitabilmente danneggia. Per questo, certi doposole contengono antiossidanti e sostanze come la nicotinamide, utili per contrastare il foto-danneggiamento.
6. Proteggere sempre anche il cuoio capelluto, a prescindere dalla presenza dei capelli. Una testa rasata o glabra è molto più a rischio di scottature di qualsiasi altra parte del corpo, in quanto viene esposta anche nella vita quotidiana, non solo quando siamo sotto al sole! E, anche quando ci sono i capelli, la testa va protetta per evitare che i raggi solari possano accelerarne la caduta, facendoci ritrovare in autunno con perdite importanti e preoccupanti. Sono sempre utili i cappelli, le protezioni solari spray o certi filtri specifici di ultima generazione, formulati proprio per la protezione delle chiome, anche le più lunghe.
7. Rivolgersi al dermatologo in caso di eritemi, scottature, orticarie solari ed herpes. La pelle danneggiata prima si ripara e meglio è.
8. Finita l’estate, passata l’abbronzatura, prenotare un controllo dei nei, specia se non è stato fatto prima dell’estate. Attraverso lo studio in dermoscopia potremo valutare eventuali nei atipici o macchie comparse con l’esposizione estiva.
(Villa Salus è uno degli sponsor inserzionisti del gruppo editoriale Assisi News)
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