Con oltre un’ora di ritardo, alle 21 dal comignolo della Cappella Sistina è uscita una fumata nera. Il conclave non ha dunque eletto il successore di Pietro, il nuovo Papa dopo Jorge Mario Bergoglio che scelse Francesco, il nome del Poverello di Assisi.
Come ricorda Vatican News, due domande, dopo una votazione valida del conclave, precedono la vestizione del nuovo vescovo di Roma per la prima volta con i paramenti papali: Acceptasne electionem de te canonice factam in Summum Pontificem? (Accetti la tua elezione canonica a Sommo Pontefice?) Quo nomine vis vocari? (Come vuoi essere chiamato?) Se l’elezione verrà accettata, la folla di fedeli ascolterà poi il protodiacono pronunciare queste parole in latino che risuoneranno in tutto il mondo: “Nuntio vobis gaudium magnum: habemus papam! Eminentissimum et reverendissimum dominum …, qui sibi imposuit nomen..”. “Vi annuncio una grande gioia: abbiamo il Papa! L’eminentissimo e reverendissimo signore…il quale si è dato il nome…”. Queste parole solitamente vengono pronunciate dalla loggia centrale della Basilica di San Pietro. Il nome del nuovo Papa resta la prima parola scolpita nella mente non solo dei cristiani.
Da domani, 8 maggio, ci saranno quattro votazioni al giorno, due al mattino e due nel pomeriggio, per scegliere il 267.mo Pontefice della storia della Chiesa. Tra i nomi più utilizzati dai Pontefici dopo l’elezione ci sono quelli di Pio, Gregorio, Giovanni, Benedetto, Innocenzo, Leone e Clemente. Nell’elenco dei nomi dei Pontefici mancano, tra gli altri, quelli di Giuseppe, Giacomo, Andrea e Luca. Nessun Pontefice, finora, ha scelto di chiamarsi Pietro come il primo Pontefice.
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