Il sindaco di Assisi, Valter Stoppini, si è collegato stamani in videochiamata con il primo cittadino di Betlemme, Maher Nicola Canawati, e ha poi esposto la bandiera della Palestina sulla facciata del palazzo comunale che ospita la sede dell’assessorato a ONU e Sostegno alle Nazioni Unite. Le due città sono gemellate dal 1989 e i due amministratori hanno fatto il punto della situazione e assunto impegni reciproci per lanciare insieme al mondo un grido di pace, costruendo azioni concrete per favorire la cooperazione internazionale e un processo di pacificazione. All’incontro tra i due sindaci, entrambi eletti a maggio scorso, hanno partecipato anche rappresentati dell’amministrazione comunale di Assisi, come il vicesindaco Veronica Cavallucci, gli assessori Donatella Casciarri e Francesca Corazzi, la presidente del Consiglio comunale Annalisa Rossi, i consiglieri comunali Paolo Mirti e Adil Zaoin.
“Non è più tempo di parole e di risoluzioni non applicate – ha detto Stoppini, dopo aver ricevuto da Canawati informazioni su Betlemme – la situazione è troppo grave, servono fatti e risposte concrete per chi soffre. Assisi intende testimoniare concretamente il proprio impegno a favore di pace e dialogo: siamo pronti a venire a Betlemme e a organizzare con voi quanto occorre per scuotere le coscienze della comunità internazionale e portare sollievo alla popolazione. Le nostre città, per la loro storia, possono parlare insieme al mondo e ai potenti della terra, invitandoli a far prevalere ragione e vita, su odio e distruzione”.
“Qui è sempre più difficile – ha raccontato ha Canawati – siamo circondati, l’economia è crollata, c’è acqua per coprire soltanto un ottavo dei bisogni della popolazione, la nostra gente scappa per cercare un futuro migliore. Non riceviamo aiuti e finanziamenti, è tutto bloccato. Il turismo era l’80 per cento della nostra economia, ora qui non viene più nessuno ma è importante far sapere al mondo che a Betlemme si può arrivare e che qui nessuno è mai stato ferito. Grazie per la vicinanza e per aver esposto la bandiera del nostro popolo: è un gesto di speranza e solo speranza ci permette di andare avanti. Vi aspettiamo qui per convocare insieme una conferenza con tutte le città gemellate, che parli al mondo intero”.
I due sindaci si sono quindi accordati per programmare l’arrivo a Betlemme di una delegazione del Comune di Assisi e l’organizzazione di una serie di azioni utili a contribuire alla pace e a sostenere la popolazione locale. Canawati ha assistito, in diretta, anche al momento in cui Stoppini ha esposto la bandiera palestinese, accanto a quella dell’ONU, fra gli applausi di diverse persone presenti in quel momento in piazza del Comune. Ad accogliere il gesto anche rappresentanti dell’associazione “L’Umbria della pace”, che sta sensibilizzando tutti i Comuni della regione ad esporre la bandiera della Palestina come segno di vicinanza alla popolazione locale e invito a far cessare la guerra e a consentire l’invio di aiuti umanitari. Una proposta che Assisi ha subito accolto, anche in virtù del gemellaggio con Betlemme.
“L’esposizione della bandiera – aggiunge il circolo Prc Peppino Impastato di Assisi – esprime la volontà di non restare indifferenti, mentre a Gaza si continua a morire ogni giorno. Donne, bambini, famiglie intere sono travolte da una guerra disumana che ha già provocato oltre 41.000 morti (secondo i ricercatori della London School of Hygiene & Tropical Medicine il numero dei morti a Gaza sarebbe ampiamente sottostimato: ad oggi i decessi sarebbero ben oltre 70mila, circa il 41% in più di quelli comunicati dal Ministero della Salute palestinese e dall’ONU) e più di un milione di sfollati, senza accesso ad acqua potabile, cure mediche, riparo o speranza. Perché la pace, il rispetto dei diritti umani, la dignità della persona non sono valori negoziabili, che ogni comunità democratica ha il dovere di difendere. A Gaza si sta consumando un massacro che l’intera comunità internazionale non può più ignorare. E noi, da Assisi, vogliamo simbolicamente alzare la voce, la bandiera, rompere il silenzio. Vogliamo affermare con forza che nessun popolo deve essere lasciato solo di fronte all’orrore della guerra e che il diritto alla vita e alla libertà appartiene a ogni essere umano. Una tragedia umanitaria senza precedenti, che ci chiama, come istituzioni e come cittadini, a non restare in silenzio. Non si tratta di schierarsi politicamente, ma umanamente. La bandiera che sventolerà sul nostro Municipio è un appello alla coscienza, alla verità, alla pace. Il Circolo PRC Peppino Impastato di Assisi plaude a questa iniziativa partita dall’Associazione Umbria per la Pace e subito accolta dal Sindaco Valter Stoppini e dall’intera giunta comunale”.
Assisi e Betlemme
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