I casi di salmonellosi a Bastia, ma anche in altre parti dell’Umbria (con casi isolati) e in Germania, Austria e Francia sarebbero colpa di una fornitura di pomodori siciliani. A segnarlo un report dell’Ecdc, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, agenzia indipendente con sede a Solna in Svezia.
I casi di salmonellosi hanno riguardato mezza Europa, tra cui l’Italia con Umbria e Toscana, nei mesi di settembre e ottobre quando nel cuore verde d’Italia sono stati identificati 63 casi di salmonellosi che hanno interessato soprattutto bambini. In totale erano 32 di Salmonella Strathcona e nove di Salmonella Strathcona ST2559, presso istituti scolastici che condividevano un centro di cottura e il personale che vi lavorava. La Salmonella Strathcona è stata rilevata nel farro con pomodori e pesto, una specie di pasta consumata senza necessità di cottura. I pomodorini sospetti sono stati ricondotti a tre grossisti italiani e due produttori. In totale l’Usl – il conteggio si era inizialmente fermato a 33 – parla di 69 casi, tra bambini e adulti: si tratta di almeno una cinquantina bambini che hanno frequentato scuole a Bastia (quattro dell’infanzia e un asilo nido), quattro lavoratori dei centri cottura, tre casi afferenti a bambini che non frequentano le scuole interessate dalle chiusure e più altri bambini legati da vincoli di parentela o probabilmente amicizia.
Le prime segnalazioni di casi sospetti risalivano a novembre e il Comune ha provveduto ad una prima sanificazione degli ambienti. La chiusura delle cucine è arrivata dopo la comunicazione della Asl ma le scuole erano rimaste aperte e per non mettere in difficoltà le famiglie e i bambini pranzavano con prodotti “al sacco”. Non erano comunque mancate le polemiche, anche visto che della notizia è stata data comunicazione solo una settimana dopo e solo quando i genitori hanno cominciato a scrivere indignati sotto la pagina Facebook del Comune . Le mense erano poi ripartite a fine ottobre, insieme al centro cottura Pascoli e i terminali di distribuzione della scuola d’infanzia Pascoli e infanzia e primaria XXV Aprile, Costano e Borgo Primo Maggio, primaria don Bosco e asilo nido San Lorenzo. Dopo 3 giorni di controlli e relativi esami risultati negativi – la Usl Umbria 1 aveva disposto la revoca del provvedimento di sospensione dovuta ai casi di salmonella, anche a seguito delle relazioni tecniche delle ditte interessate e all’esito dei tamponi ambientali.
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