“Non c’è nessuna irregolarità nell’approvazione del bilancio consolidato 2024, né tantomeno alcuna incompatibilità nel collegio dei revisori contabili del Comune di Assisi: i cittadini possono stare tranquilli, il nostro è un ente sano, trasparente e con i conti in ordine, con un bilancio consolidato che chiude con un utile di oltre 80mila euro”. Lo afferma in una nota la Giunta comunale di Assisi, replicando al gruppo consiliare di Forza Italia, rappresentato dal consigliere Francesco Fasulo, che nei giorni scorsi ha parlato di presunte “irregolarità procedurali” e della “presenza di una incompatibilità all’interno del Collegio dei Revisori”, rispetto al bilancio consolidato.
“Prima di lanciare accuse infondate e di gettare fumo negli occhi dei cittadini – affermano il sindaco Valter Stoppini e gli assessori – il consigliere Fasulo farebbe bene a studiare meglio le norme e il funzionamento degli enti locali e ad essere più attento durante i lavori del Consiglio comunale. Se nella seduta del 23 settembre scorso avesse seguito con maggiore attenzione, avrebbe forse compreso come funziona il bilancio consolidato e magari anche la totale regolarità e trasparenza degli atti. Il bilancio consolidato 2024 è un documento contabile che aggrega la situazione economica, patrimoniale e finanziaria di un ente locale, delle sue società partecipate e controllate. Per predisporlo, vengono individuati tutti gli enti e organismi strumentali del Comune che costituiscono il Gruppo Amministrazione Pubblica (GAP) e, al contempo, vengono indicati gli enti che fanno parte del cosiddetto perimetro di consolidamento, che stabilisce quali di questi sono rilevanti ai fini del bilancio consolidato. Ad oggi sono soltanto due le società che rientrano nel bilancio consolidato del Comune: la controllata Assisi Gestioni Servizi e la partecipata PuntoZero e non c’è alcuna situazione di incompatibilità”.
“Riguardo il collegio dei revisori contabili – prosegue la Giunta – va detto che solo il Presidente viene nominato dal Consiglio comunale, dopo la pubblicazione di un avviso, tra la rosa di coloro che hanno dato disponibilità, mentre gli altri due componenti vengono estratti dalla Prefettura. Tutti, come primo atto all’insediamento, presentano la propria dichiarazione di accettazione e di mancanza di qualsiasi causa di incompatibilità, attestando di non trovarsi in nessuna delle condizioni che, la legge o lo statuto dell’ente, eventualmente gli precludono di assumere o di mantenere l’incarico di revisione”.
FI riparte dai fatti e rimarcando “il rapporto di parentela non consentito che causa a prescindere incompatibilità” sottolinea che “la risposta dimostra purtroppo una totale incomprensione della questione sollevata dal Consigliere Francesco Fasulo in Consiglio Comunale che aveva chiaramente specificato che la società evidenziata, partecipata al 3,51%, non è inclusa nel perimetro di consolidamento. Questo dato era ben noto e non è mai stato messo in discussione. Il Sindaco dice che i revisori hanno presentato dichiarazioni di “mancanza di incompatibilità”. Ma una dichiarazione non può cancellare un fatto oggettivo: se esiste un rapporto di parentela con un amministratore di società partecipata, l’incompatibilità c’è, indipendentemente da quello che si dichiara. È come dichiarare di non essere sposati quando invece lo si è: la dichiarazione non cambia la realtà dei fatti”.
“Forza Italia – continua la controreplica – non ha mai contestato il contenuto del bilancio o messo in dubbio la professionalità del revisore coinvolto. La questione riguarda esclusivamente il rispetto delle procedure previste dalla legge. Quando si rileva un’irregolarità procedurale, il dovere di ogni amministratore responsabile è quello di fermarsi e verificare, non di andare avanti ignorando il problema”.
“Grave – per Forza Italia – l’uso improprio della pagina istituzionale. È inaccettabile che il Sindaco utilizzi la pagina Facebook ufficiale del Comune di Assisi per attaccare personalmente un consigliere di minoranza. Quella pagina appartiene a tutti i cittadini, non al sindaco o alla sua maggioranza. Trasformare uno spazio istituzionale in un megafono per la propaganda politica rappresenta un grave vulnus ai principi di imparzialità che dovrebbero guidare l’azione amministrativa. Nonostante le rassicurazioni del Sindaco, i rischi per il Comune restano tutti:la Corte dei Conti potrebbe rilevare il vizio procedurale, il bilancio potrebbe essere dichiarato nullo, gli amministratori potrebbero essere chiamati a rispondere delle irregolarità. Ribadiamo – conclude la nota – la richiesta di una nuova deliberazione del Collegio dei Revisori sul Bilancio consolidato 2024, con la doverosa astensione del componente in situazione di incompatibilità”.
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