(Flavia Pagliochini, Stefano Berti) Torna inStudio per Assisi News: ospiti fra Marco Moroni e fra Giulio Cesareo, custode del Sacro Convento e dal direttore dell’ufficio comunicazione, che raccontano l’ostensione delle spoglie mortali di San Francesco, cosa significa per un fedele e per la comunità francescana, ma anche una panoramica su questo 2026 ricco di eventi e in cui san Francesco torna festa nazionale. Assisi News inStudio è un format a ‘puntate’, dedicate ad attualità, economia, politica, sport, cultura, eventi e manifestazioni. Un mini programma tv, con ospiti in studio i rappresentanti delle realtà cittadine, laiche e religiose e ovviamente istituzionali, registrate direttamente nella sede aziendale del gruppo BN COM della F.lli Berti Comunicazione e Design s.n.c., o in esterna, per arricchire ancora di più l’ampia offerta dedicata all’informazione territoriale e non solo. Le domande e il coordinamento editoriale sono di Stefano Berti, Flavia Pagliochini ed Erika Giulietti. Immagini, montaggio, coordinamento tecnico e produzione: BN COM. Grafica: bertidesign.
FOTO © Mauro Berti Assisi News
Intanto questa mattina (4 febbraio 2026, ndr) si è svolta una riunione convocata dal Prefetto della Provincia di Perugia, Francesco Zito, per definire, nel dettaglio, l’organizzazione dei dispostivi di safety e security, nonché le modalità di accoglienza dei numerosissimi pellegrini che si recheranno in città dal 22 febbraio al 22 marzo in occasione dell’ostensione delle spoglie di S.Francesco, nell’anno dell’ottocentesimo centenario dalla morte del santo. “Nella riunione – si legge tra l’altro nella nota – è stato ribadito che sarà consentito l’accesso alla Basilica di S.Francesco per assistere all’ostensione delle spoglie del santo unicamente a coloro che si saranno prenotati, rispettando rigorosamente gli orari assegnati”. Il testo dopo il video è una sintesi dell’intervista ma non una sua trascrizione integrale. (Continua dopo il video – link diretto)
A fra Marco Moroni abbiamo chiesto quale sia il significato profondo dell’ostensione: “Il senso che abbiamo voluto dare a questo momento particolare – la sua risposta – premesso che il culto delle reliquie fa parte della vita cristiana, è esaudire il desiderio del cristiano di entrare in contatto più da vicino con ciò che rimane a testimonianza della santità e continua a donare vita. È stato un mio desiderio personale riproporre ad altri quello che provo qui: è come quando vedo un bel tramonto, sono contento ma mi chiedo: perché devo goderne da solo? Nel 2015 ho potuto vedere le spoglie di Francesco e ho provato questo stesso sentimento, mi sono chiesto ‘quante persone vorrebbero incontrare in questo modo particolare? E questo è un modo che ci lega ancora di più a Francesco“. A oggi ci sono circa 350.000 prenotazioni per l’evento ma – precisa fra Giulio Cesareo – “i posti disponibili sono ancora circa 100.000 e le prenotazioni sono ancora aperte su sanfrancescovive.org (un sito anche in inglese). Per l’ostensione abbiamo 80 volontari al giorno, che dobbiamo ospitare e nei weekend è previsto l’arrivo di circa 20.000 persone. Ma l’organizzazione è imponente, dobbiamo pensare all’accoglienza, ai bagni, al personale sanitario dove avremo circa 30 operatori tra sanitari e parasanitari. Oltre a quelli per i pellegrini, ci saranno dei momenti speciali: per le clarisse, ad esempio, di qui rispetteremo il desiderio di privacy, ma anche altri momenti: è un grande impegno ma c’è anche tanta grazia“. (Continua dopo il video – link diretto)
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Ma come sta vivendo questo momento la comunità francescana? Risponde fra Marco: “Con molta disponibilità e con tanta apprensione, ci sono frati che ogni tanto (sorride, ndr) mi comunicano di voler andare in vacanza. Ma c’è anche tanta grazia, come diceva fra Giulio, e sarà un momento importantissimo. Stravolgeremo le nostre abitudini e gli orari, ma sarà un momento in cui la grazia del Signore si farà sentire. Io lo sento già viste le tante persone che si stanno rivolgendo a noi e vorrei approfittarne anche per dire un grazie alle persone che lavorano per noi“. In questi anni la comunità francescana si è aperta alle nuove forme di comunicazione, ad esempio con i podcast, e per questo ottocentenario e l’ostensione ha anche preparato un numero speciale della Rivista San Francesco: “Ogni servizio è importante – risponde fra Giulio – la comunicazione dà visibilità per permettere a tutto il resto di funzionare. Il podcast è una piccola realtà ma fideizzata, alle persone vogliamo offrire una visione sulla vita di ogni giorno a partire dalla spiritualità di Francesco:un uomo che ha visto la realtà con uno sguardo benevolo, della fraternità. E a partire da questo sguardo noi vogliamo rileggere la vita di ogni giorno. La rivista è un numero di 160 pagine, brossurato, impreziosito da una poesia scritta da Patti Smith ascoltabile anche con un qr code, tutto dedicato a Francesco: molti parlano di Francesco raccontando la storia, ma qui c’è anche l’attualità di Francesco. La copertina ci mostra il Santo come un albero, che continua a vivere in noi. E per questo parliamo anche della storia ‘dopo’ Francesco e del contributo che egli può dare a questo mondo“. L’intervista si chiude con una riflessione sul 2026, anno in cui San Francesco torna festa nazionale, ma anche in cui si festeggiano – oltre all’ottocentenario della morte – e in cui si celebrano i quaranta anni dello Spirito di Assisi: “Sono tanti elementi diversi – conclude il Custode – che si compongono e che renderanno questo anno memorabile; in questo anno si condensa tutto un cammino che parte dagli altri ottocentenari, senza dimenticare lo Spirito di Assisi; sono tutte cose diverse con cui e in cui cerchiamo di riscoprire Francesco in tutta la sua bellezza e nella forza del Vangelo e della parola di Gesù; sono tutti elementi che fanno parte di un unico messaggio, al quale ci rimanda Francesco”.
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