(Stefano Berti) Ad un mese dalle elezioni amministrative e prima della meritata pausa estiva Assisi attende le prime scelte concrete da parte del sindaco e della nuova giunta. Ad oggi, vuoi per il caldo vuoi per il troppo impegno a tappare le perdite di acqua sparse per la città – servirà a questo proposito un piano serio e generale – quello che si intravede è solo un po’ troppo immobilismo.
E quindi, trascorso un mese preciso dalle elezioni con sindaco e giunta regolarmente insediati – e una opposizione che si preannuncia, a guardare l’avvio, se non altro più “battagliera” – ora si spera che si inizi a lavorare per rispondere alla molteplici problematiche che affliggono la città e le sue frazioni così come promesso in campagna elettorale.
Valter Stoppini ci ha messo la faccia ed è stato premiato, ma ora i cittadini attendono risposte. Manutenzioni, infrastrutture, soprattutto diminuzione delle tasse a partire dalla TARI – una bella “botta” arrivata ai cittadini e alle aziende: e visto che la Regione Umbria non intenderà portare avanti il termovalorizzatore, cosa si farà per diminuirla?
La delocalizzazione delle Fonderie cavallo di battaglia in campagna elettorale per molti è tema importante a Santa Maria degli Angeli, non più da nascondere dietro a nulla e a cui si dovranno dare risposte alla promesse fatte sia tutelando i lavoratori che i cittadini. Anche la tutela del territorio chiama, e in pochi rispondono. Troppi i marciapiedi da pulire e le strade da sistemare, diversi i casi irrisolti che attendono soluzioni.
Poi c’è il famoso turismo “di qualità”. Tutti lo cercano, ma nessuno lo trova, anzi forse occorrerà studiare qualcosa di nuovo per attirare questo tipo di “clientela” ancora troppo lontana da Assisi. Spello vicina e paesi limitrofi ci indicano la strada. Si potrebbe anche provare a seguirla, nonostante qualcuno dirà che “siamo diversi”…
E inoltre? Ad Assisi si dovrebbe pensare a mettere da parte le troppe critiche – un “classico” cittadino – evitando anche di puntare il dito contro chi lavora duramente e tira la carretta, pur venendo “da fuori”. È successo anche questo nei giorni scorsi. Occorrerebbe predisporre un vero e proprio piano del turismo di qualità culturale, enogastronomico, anche sportivo, perché no. Servirebbe programmare e investire. I concerti, le serate, le sagre paesane tirano e – a detta di molti – vanno benissimo. Ma l’atteso salto di qualità è sempre dietro all’angolo, e spesso annunciato, non è ancora mai arrivato.
Insomma c’è da rimboccarsi le maniche e nonostante l’afa – ancora per le ferie agostane è troppo presto – occorre, per tutti, lavorare duro. La campagna elettorale è finita, serve governare e dare risposte, nel segno della continuità (così hanno deciso gli elettori) ma con nuove motivazioni. Iniziamo? Buon lavoro, sindaco e giunta.
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