(Stefano Berti) Passata la festa di San Francesco Patrono d’Italia e in attesa della marcia della pace, Assisi si prepara ad affrontare importantissimi impegni amministrativi e politici. Tutti sono chiamati a collaborare, maggioranza e opposizione, insieme, la prima uscendo velocemente da questa “sindrome da accerchiamento” dove sembra essere caduta, più che pensando a se stessa, invece con il costante pensiero al giudizio cittadino, soprattuto mediatico e giornalistico, sostenuto spesso anche dagli oggi sempre più in voga influencer da tastiera, che spesso via social portano il dibattito (se così si può ancora chiamare quando civile non è) anche oltre il limite del consentito.
Lavorare uniti per il bene comune almeno sul alcuni argomenti sarebbe pertanto un bel segnale. Ultimamente, mentre la maggioranza sembra non dare segni di cedimento, anche senza troppo entusiasmare, l’opposizione ha dato spesso segnali di non compattezza su alcuni argomenti. Non sono infatti passate inosservate alcune votazioni in ordine sparso, e alcuni frizioni interne – nel centrodestra – sono ben evidenti, inutile nasconderle.
E mentre la presidente (ex sindaca) Proietti (spesso ad Assisi anche per eventi minori), come fece già in città anche in Regione pensa a mettere all’angolo i partiti lanciando in maniera decisa il suo Umbria Domani, e richiamando quelli “stanchi” dai partiti stessi (un passo deciso verso le politiche 2027 a causa dell’enorme spazio elettorale che si è creato dagli astenuti civici e delusi dalla politica?), nella città di San Francesco c’è bisogno di un cambio di passo immediato.
Lasciare per un po’ da parte i social e occuparsi più di fatti concreti sarebbe l’ideale per tutti, se non altro perché mettersi a lavorare per i cittadini è il compito della politica. Fra alcuni consiglieri assisani – di ambo le fazioni – nettamente più in vista, ed altri molto in disparte pronti a fare solo il compitino, anche dagli assessori nuovi arrivati dopo un periodo di rodaggio la città si aspetta ora un segnale concreto e tangibile. Foto e sorrisi lascino insomma spazio alla concretezza perché da fare c’è tanto davvero.
La città chiede una guida chiara su turismo, tasse, cura del territorio, su casi specifici relativi ad alcune aree con traffico, parcheggi, ztl e residenti in difficoltà nel centro storico. Strade e buche in molti luoghi sono da tappare, e molte frazioni non possono più aspettare.
E se è vero che la politica ad Assisi sembra aver risvegliato i propri animi, fra consigli comunali meno noiosi e più vispi (spesso anche troppo), l’augurio è quello che più nel concreto e meno nelle parole si pensi a governare la città con pochi proclami, più esperienza e maggiore concretezza affinché l’anno in arrivo sia davvero caratterizzato (per chi politica la fa, eletto dal popolo) da un ottocentanario francescano da ricordare, e non da un’occasione qualunque per farsi notare.
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