(Stefano Berti) Primo consiglio comunale post vacanze, estate praticamente finita, ma l’aria resta caldissima. Si era capito subito che questa volta l’opposizione facesse sul serio, e – fra monologhi, sorrisi sarcastici, microfoni accesi e spesso anche spenti – non si fanno più gli sconti di un tempo alla maggioranza che tira una boccata di ossigeno alla campanella del gong finale.
Consiglio Comunale movimentato quello dell’11 settembre. Dopo un inizio quasi soft con addirittura un voto unanime, l’aria si scalda immediatamente, con l’opposizione che alza il tiro su piano manutenzioni e piano calore (risposta fuori tempo visto il periodo, ndr). Il consigliere Fasulo – spesso al centro del dibattito – va giù duro e costringe i componenti della giunta, sindaco e presidente del consiglio a rispondere anche con toni accessi. Stoccata dello stesso consigliere Fasulo all’assessore Leggio che interviene dopo un suo intervento, e il consiglio attrae anche online alzando l’audience.
Ma è sulla questione Castelnuovo che viene fuori il finimondo. Il consigliere Cicogna chiede lumi sulle spese, su chi ha preso la decisione, sugli atti autorizzativi e soprattutto sul perché siano stati erogati soldi pubblici su un terreno privato di proprietà della Curia che tornerà proprietaria dell’opera – senza diritti al Comune – allo scadere del ‘contratto’.
La replica è dell’assessore Cavanna, Cicogna è insoddisfatto – in effetti la motivazione appare un po’ ‘moscia’ – e quindi prende la parola il vicesindaco Veronica Cavallucci, che ribadisce con forza la scelta fatta dall’inizio alla fine. Anche queste giustificazioni però non ritengono soddisfatto Eolo Cicogna e il centrodestra nella replica chiede che gli “vengano consegnati tutti gli atti con risposta scritta, successivamente – afferma Cicogna agguerrito – trasmetteremo gli stessi alla Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica per le opportune valutazioni”.
Secondo Cicogna e l’opposizione “non è possibile in questo modo e in queste metodologie spendere soldi pubblici su un terreno che resterà in futuro del tutto privato, senza alcun diritto lasciato al Comune, tutto va approfondito”.
Consiglio comunale che prosegue, si discute della poca manutenzione – con vari interventi fra cui i consiglieri Mirti e il “misto” Lupattelli a sottolineare come le finanze per tenere tutto in ordine in merito al decoro urbano “siano troppo risicate” – di una collaborazione maggioranza minoranza che non c’è e di una opposizione che – per la maggioranza “è troppo di rottura e poco costruttiva”. (In diversi dicono “era anche ora”, ndr).
Il consigliere Bocchini incalzato dal consigliere Bastianini che invita spesso a “collaborare, siamo tutti qui per lavorare” chiede di “chiudere lo show a microfoni spenti”. Fasulo continua ad incalzare, spesso richiamato all’ordine dalla presidente Rossi. Gli assessori Corazzi e Casciarri approfondiscono su vari punti e rispondono fra un “siamo soddisfatti” e un “non siamo soddisfatti della risposta” (frasi ormai decisamente entrate nel novero delle più utilizzate, ndr) dell’opposizione. Il sindaco Stoppini puntualizza – brevemente e senza mai troppe lungaggini – in vari interventi.
Insomma se nell’epoca Proietti la minoranza era più controllo ora la musica sembra cambiata. Non ci sono più i consigli comunali di una volta. Certo, sui soldi spesi i cittadini hanno anche il sacrosanto diritto di sapere come effettivamente sono stati spesi, essendo appunto soldi pubblici, specialmente in momenti di difficoltà come quelli che si stanno vivendo, una lente di ingrandimento è sempre gradita.
© Riproduzione riservata













