(Stefano Berti) Spente le luci di Natale, con l’avvio ufficiale delle celebrazioni per l’Ottocentenario francescano, Assisi torna senza sosta sotto i riflettori. Eventi, inaugurazioni e presenze istituzionali scandiscono le giornate, restituendo l’immagine di una città in continua vetrina. Sullo sfondo, però, restano i problemi quotidiani della città e delle sue frazioni, da tempo segnalati dai cittadini e ancora in attesa di risposte.
La sensazione diffusa è che la politica locale sia sempre più concentrata sull’apparire e sempre meno sul governare. Emblematica la vicenda dell’ascensore di Porta Nuova: annunciato, rilanciato e celebrato, è poi finito già nel silenzio. Molto rumore per nulla, mentre i disagi restano – e i dissidi in Giunta, dove il clima delle Feste non ha placato le tensioni e si continua così a non andare d’accordo, pure.
Per quanto il Patto Civico riuscirà ancora a sopportare (e a supportare) l’egemonia del Partito Democratico (indebolito ad Assisi dall’uscita immediata di un consigliere oggi nel ‘misto’ e con un solo voto sul bilancio – un altro consigliere era assente) e della sinistra più radicale? E Assisi definitivamente fuori dal consiglio del GAL – nonostante le promesse di “rinnovamento” (insieme a tante altre, ad oggi non pervenute) in campagna elettorale a favore dei civici – è già un segnale?
A breve ci saranno anche nuove nomine che riguarderanno il Comune di Assisi, nomine – diciamo – non proprio con “il vento” bensì con “l’acqua in poppa”… I civici saranno ascoltati? Il sindaco della città Serafica per le suddette nomine, terrà conto del volere della presidente regionale Proietti, da sempre ‘simbolo’ del civismo assisano? Un quadro politico complicato insomma, il tutto in attesa che il centrodestra trovi unità e soprattutto trovi non solo denunce e comunicati, ma proposte serie e fattibili per la cittadinanza.
Nel frattempo la vita in città va avanti, città dove è aumentata anche la tassa di soggiorno, scelta che ora un po’ fa discutere, soprattutto se rapportata a servizi che mostrano evidenti criticità. Dopo una campagna elettorale fatta di annunci e promesse “per tutti”, diversi cittadini sembrano essere ora invece poco ascoltati (lo dicono loro, non lo diciamo noi, ndr). Tra i casi rientra la gestione delle navette nei ponti festivi ad alta affluenza, spesso segnalata per disorganizzazione, tempi di attesa e informazioni poco chiare, proprio nei momenti di maggiore afflusso turistico.
Non manca poi qualche perplessità sul modo in cui vengono seguite le segnalazioni: a fronte di problemi concreti di viabilità, sicurezza e decoro urbano, capita addirittura di vedere alcuni vigili urbani più presenti nelle discussioni sui social network – tra commenti e “like” – che nel dare risposte ufficiali alle tante questioni sollevate dai cittadini. Insomma, per restare sul tema, servirebbe in toto maggiore “controllo”…
Già, perché a proposito di segnalazioni, arriva puntuale anche l’ironia. C’è chi suggerisce che alcuni nostri articoli (sì, di Assisi News), riescano meglio quando parlano di cucina, di ricette – rubrica tra l’altro di gran successo -, magari ancor più di cannelloni.
In effetti sì: la ricetta è semplice, gli ingredienti sono chiari e il risultato è garantito. Peccato che per le buche, i lampioni spenti, i marciapiedi impraticabili, le strisce pedonali sbiadite, la segnaletica carente, i parcheggi insufficienti, le soste selvagge, le strade da sistemare (con i lavori più volte annunciati, e mai iniziati), il degrado in alcune zone e i disservizi ricorrenti, la ricetta sembri sempre mancare.
Problemi che i cittadini continuano a segnalare con puntualità e che riguardano anche la manutenzione ordinaria, la pulizia, l’accessibilità, la gestione dei varchi – dove più che una contestazione di principio, emergono richieste di chiarimenti e di una gestione più chiara – e la mobilità quotidiana. Temi concreti, lontani dalle passerelle, ma centrali per chi vive la città ogni giorno.
Insomma, le celebrazioni rappresentano un momento importante per Assisi, ma non possono trasformarsi in una vetrina permanente. Oltre alle foto, alle inaugurazioni e alle pose, la città chiede una cosa semplice: ascolto e interventi. Perché le ricette possono anche aspettare, i problemi no.
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